venerdì 7 aprile 2017

RECENSIONE de Fino all'ultimo respiro di Aurora Ballarin

Buona sera, bloggers e lettori! Oggi è stata una giornata a dir poco tremenda, mi sono svegliata alle cinque dopo aver dormito un po' e sono carica più che mai per recensirvi l'ultimo romanzo di Aurora Ballarin, un romanzo delicato e intenso che ricorda un po' Colpa delle stelle.

PREMESSA
Quando ho saputo che potevo approfittare di Kindle Unlimited gratuitamente questo mese,  "Fino all'ultimo respiro" è stato uno dei primi romanzi che ho preso. Da tempo l'avevo puntato e averlo potuto leggere per me è stato un onore.

TRAMA (da Goodreads)
Aurora non crede nell'amore. Né in Dio. Non crede in nulla che non sia la sua famiglia e la quotidianità monotona che rappresenta tutta la sua esistenza.
Non ricorda nemmeno più l'adolescenza spensierata, soppressa dagli avvenimenti che l'hanno costretta a diventare adulta fin troppo in fretta.
Eppure è proprio quando la vita sembra accanirsi di nuovo contro di lei, riservandole un colpo così duro da spezzare anche il più forte degli eroi, che il destino gioca le sue carte in modo inaspettato.
È proprio in quel momento, infatti, che un ragazzo piomba nella sua vita, stravolgendola. Ricoverato nella stanza di fronte alla sua, Ivan insegnerà ad Aurora a sperare, a sorridere, a combattere contro la morte.
E soprattutto, le insegnerà cos'è l'amore. Quello con la A maiuscola che si vive una sola volta in tutta l'esistenza.
Grazie a lui Aurora capirà che esiste un futuro oltre la malattia.
Un futuro oltre al dolore.
Un futuro di cui lei sarà l'unica e la sola artefice.

RECENSIONE
Questo romanzo vi farà ridere, vi farà sorridere e vi farà piangere. Tanto. Tantissimo. La vita di Aurora prosegue normalmente, la giovane ventenne infatti si divide tra il lavoro nel fast food e la famiglia di cui si prende cura insieme alla madre Franca e alla nonna Lia. Dopo la morte del padre, Aurora si è chiusa in se stessa, creando una corazza che la dividesse dal mondo esterno per non soffrire più. Aurora non è la tipica ragazza di vent'anni (e in lei mi sono riconosciuta molto): non ama andare alle feste, preferisce rimanere a casa a leggere e a scrivere e non ha molti amici. Infatti, un personaggio che rimarrà suo amico sia prima che durante la scoperta della sua malattia quello è Filippo, un ragazzo spigliato e divertente che farebbe di tutto pur di vedere la sua amica felice. La vita di Aurora subisce una frenata improvvisa quando rischia di morire nel fast food e da lì, dopo esser stata portata d'urgenza in ospedale, scopre di avere un cancro alla gola. Ivan è un ragazzo con un passato difficile, costellato dalla droga e dalla sua precoce indipendenza dai suoi genitori e da suo fratello, una famiglia ricchissima di denaro ma povera di buona creanza. Ivan si è arruolato in marina e lì ha conosciuto l'uomo che gli ha fatto da mentore, da padre e da amico: Giulio. La relazione tra Ivan e Aurora inizia in modo divertente: lui ci prova con lei, lei lo rifiuta e gli da' del coglione e così fino a quando i due, inevitabilmente, s'innamoreranno l'uno dell'altra. La malattia, tuttavia, è una costante nella loro vita e minaccia di porre presto fine alle loro vite, peggiorando la loro condizione di salute. Man a mano che prosegue il romanzo, vediamo l'amore tra loro crescere in modo graduale ma in modo intenso e delicato, la loro storia vi appassionerà tanto che soffrirete insieme a loro. Il cancro però è una malattia bastarda e non lascia scampo, e proprio quando tutto sembra andare bene, le cose peggiorano. Riusciranno Ivan e Aurora a vivere il futuro che sognano? Riusciranno a costruirsi la famiglia che sognano? 

Questo è stato il primo romanzo di Aurora che leggevo e devo dire che mi ha sorpreso positivamente. La struttura del romanzo, scritta con il POV alternato di Aurora e Ivan, permettere di comprendere meglio i sentimenti e i pensieri del romanzo. E, elemento che io ho trovato originale, i personaggi si rivolgono direttamente al pubblico, ai lettori. Non ho mai letto un romanzo con questo espediente narrativo, ma è stato molto interessante. Il lettore si trova quindi non solo a leggere e vivere la loro storia, ma viene direttamente coinvolto dai personaggi che gli rivolgono la parola. I personaggi sono ben delineati e con un passato verosimile alle spalle. Avrei desiderato, però, che Ivan alla fine raccontasse ad Aurora il suo passato nella droga e almeno un po' di quei due uomini che lui considera la sua famiglia, allo stesso modo avrei desiderato conoscere meglio la famiglia di Ivan, che, per quanto odiosa e pessima, è pur sempre la sua famiglia.7

Il titolo del romanzo si riferisce alla promessa costante che Aurora e Ivan si faranno l'un l'altra, ovvero quella di rimanere insieme per sempre, fino all'ultimo respiro e oltre. 

Se è così bello perché non hai dato cinque stelle? Vi starete chiedendo. Ecco, il motivo per cui non ho dato cinque stelle è questo: ho trovato svariati refusi, un termine che secondo me stonava con la frase ("Il suo respiro irrorava il suo corpo", ps: non ho messo la frase completa perché sarebbe un mega spoiler), il costante uso dei tre puntini di sospensione attaccati alla frase che dividono (quando dopo i tre puntini va lo spazio) e abbastanza frasi, soprattutto nella prima parte, che cominciano con la lettera minuscola dopo il punto  (anche se avevo capito che l'intenzione dell'autrice era quello di mettere la virgola e non il punto). 

Vi saluto con una citazione tratta da questo romanzo che vi consiglio se avete amato "Colpa delle stelle":
"Sono romantica? Da morire anche se tendo a nasconderlo.
E, a dire il vero, questa peculiarità mi ha sempre fregato."
(Aurora)

xoxo,
Giada

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