domenica 9 luglio 2017

RECENSIONE de Le confessioni di Caterina De' Medici di C.W. Gortner

Buon giorno, bloggers e lettori! Stamattina vi parlerò di un romanzo sul quale ho riflettuto molto negli ultimi giorni, un romanzo ben scritto che, come ben saprete se avete letto la mia recensione di Goodreads, è scritto molto bene sebbene presenti due errori non indifferenti dell'uso del termine dandy in un romanzo ambientato nel 1500. Tuttavia devo dire che mi è piaciuto molto, e se scorrete il post, potrete leggere la mia recensione.
Buona lettura!


PREMESSA
Caterina De' Medici e tutta la famiglia dei Medici in generale mi hanno sempre affascinato, mi ha sempre incuriosito la loro storia sin dalla fondazione della loro Signoria che dai matrimoni combinati tra regnanti di altri Stati per risaldare i legami politici. I Medici sono stati la famiglia più importante di Firenze a partire dal 1400 e Caterina De' Medici ha avuto un ruolo rilevante nella monarchia francese e nelle lotte di potere francesi per mantenere il potere dei Valois.

TRAMA (da Goodreads)
A quattordici anni, Caterina, l'ultima legittima discendente dei Medici, viene promessa in sposa al figlio di Francesco I di Francia, Enrico. Allontanata da Firenze, umiliata in Francia dove il marito le preferirà l'amante Diana di Poitiers e dove per la corte rimase sempre e comunque "la straniera", Caterina seppe emergere dall'oscurità della storia e diventare una delle figure significative del sedicesimo secolo. Mecenate di Nostradamus e lei stessa veggente, accusata di stregoneria e di omicidio dai suoi nemici, Caterina in realtà combatté per salvare la Francia e i suoi figli dalla feroce guerra di religione che imperversava in Europa, inconsapevole del destino che l'attendeva. Ma nessuno lo riconobbe. Dallo splendore dei palazzi sulla Loira ai campi di battaglia insanguinati, ai meandri oscuri del palazzo del Louvre, questa è la storia di Caterina, raccontata dalla viva voce della regina.

RECENSIONE
Blois, 1589
Non sono una sentimentale.
Neanche in gioventù ero incline a malinconia o rimorsi. Raramente mi sono guardata indietro, o mi sono fermata a rimurginare sul tempo che passava. Si potrebbe dire che io non conosca il significato della parola rimpianto. Anzi, se si vuole dare credito a miei nemici, i miei occhi guardano sempre avanti senza battere ciglio, concentrati sul futuro; sulla prossima guerra da combattere, il prossimo figlio da esaltare, il prossimo nemico da sgominare.
Quanto poco mi conosco, tutti quanti. Forse è sempre stato il mio destino vivere in solitudine. Il mito della vita, essere testimone della leggenda sbocciata attorno a me come un fiore velenoso. E nel corso degli anni sono diventata molto più di quanto gli altri si fossero aspettati da me, sebbene la mia solitudine fosse sempre presente; come un fedele segugio alle mie calcagna. La verità è che nessuno di noi è innocente. Abbiamo tutti dei peccati da confessare. 
(Incipit)
Così inizia "Le Confessioni di Caterina De' Medici". Il romanzo inizia con una Caterina anziana, ormai alla fine della sua vita, che consegna i fogli contenenti la sua storia, la storia si sviluppa su più piani, presentandoci una Caterina giovane, incerta, confusa da quanto sta accadendo e una Caterina adulta che racconta. Il piano del passato e del presente storico presenta al lettore un quadro completo della storia della regnante, dalla sua cacciata dalla Signoria alla sua morte. Caterina De' Medici scappa da Firenze appena quattordicenne e viene mandata alla corte di Francesco I. Il cambiamento dato dal trasferimento in una corte in cui lei viene additata come una povera straniera figlia di mercanti le fa attirare le antipatie dei sudditi francesi, e il ragazzo a cui è promessa, Enrico di Valois non si degna nemmeno di venire alla sua presentazione ufficiale. Orfana di padre e madre, Caterina trova in Francesco I un padre, un consigliere e un amico, e stringe un'amicizia duratura con Margherita e Maddalena di Valois, le sue figlie. Caterina non riesce a comprendere il comportamento di Enrico, ne scoprirà la ragione quando Enrico si presenterà, sfrontato, a corte con Diane de Poitiers, la sua cortigiana reale. La lotta per il predominio di Enrico e della corte tra Caterina e Diane durerà tantissimi anni, e Caterina avrà la sua vittoria su di lei solo quando morirà per prima.

Fedele servitrici e amiche di Caterina saranno Lucrezia e Annamaria, una nana scelta dal re per divertirla, ma anche alla fine diventerà una delle sue amiche più care. Rinunciando alla loro vita sentimentale, le due la serviranno fino alla fine dei loro giorni. Caterina ha lottato duramente anche per avere dei figli a cui trasmettere in eredità il trono, poiché Francesco I morirà, e lotterà ancora di più per evitare che questi vengano influenzati dalle manipolazioni della bellissima e crudele Diane de Poitiers. Diane prenderà talmente tanto il controllo sulla corte che Caterina verrà relegata al mero ruolo di animale da riproduzione, mentre Diane prenderà tutte le decisioni al posto suo. Diane de Poitiers avrà una notevole influenza anche sui figli di Caterina, proteggendoli così tanto e spaventandoli che loro non si sentiranno in grado di governare. Un elemento che genererà scompiglio nel romanzo sarà Il Balafré, il Guisa. I Guisa sin dai primi del 1500 avranno un ruolo fondamentale nella politica francese e i Valois-Medici saranno più che mai decisi a circoscrivere il loro potere alla tenuta di Jointville. Arrivati alla seconda metà del 1500, vediamo l'Europa venire sconvolta da Calvino e Lutero, e le lotte dei sovrani per mantenre una fede una fede cattolica avranno il loro esito contro gli eretici (i protestanti) nella terribile Notte di San Bartolomeo, nella quale verranno uccisi più di 30.000 Ugonotti.

Un romanzo veramente coinvolgente, ben scritto a eccezione dell'uso scorretto in due punti del termine dandy, che non viene usato prima degli anni '30 del 1800 in Europa per indicare un uomo che cura molto il suo stile e il suo aspetto fisico. Questo è stato un grosso scivolone per il romanzo, che però ha continuato la narrazione normalmente, cercando di mantenere lo stesso ritmo narrativo. Penso sia grave attribuire il dandismo nel 1500, quando in realtà trova la sua piena espressione nel 1800 durante la Restaurazione. Ecco perché ho dato 4.5 stelle. Non mi aspettavo un errore del genere, non da un romanzo del genere che aveva tutte le buone premesse per essere uno dei romanzi migliori del 2017.

Vi saluto con una citazione tratta da questo romanzo, che vi consiglio se amate i romanzi storici o semplicemente Caterina De' Medici e la storia di Firenze:
"(...) Così va la vita, ma petite. Capita di dover colpire per primi onde evitare di venire colpiti a nostra volta."
(Francesco di Valois a Caterina de Medici)

xoxo,
Giada

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