martedì 9 gennaio 2018

ANTEPRIMA de L'amore che cerchi di Irene Pistolato

Buon pomeriggio, bloggers e lettori! Con un sacchetto di marshmallow vicino al computer, sono pronta per scrivere la recensione del secondo romanzo della Serie del Rischio, "L'amore che cerchi" di Irene Pistolato. La storia aveva del potenziale che non è stato sfruttato, a mio avviso, ma ne ne parlerò più nel dettaglio nella recensione.

PREMESSA
Quando Irene mi chiese di partecipare al Release Blitz del suo libro, ero entusiasta. Amo i romanzi Young Adult, ne leggo tantissimi e in tante lingue. Tuttavia, mi dispiace molto dire che il romanzo non mi è piaciuto molto, e spero che nessuno si arrabbi con me per aver esposto la mia opinione in merito ad esso.

TRAMA (DA GOODREADS)
Eleonora e Max sono cresciuti insieme, sono migliori amici da sempre e hanno un rapporto speciale che li rende in qualche modo inseparabili. Con il passare degli anni, Max si rende conto che non prova più un semplice affetto nei confronti di Eleonora e quando realizza di essersi innamorato di lei, fa di tutto perché non lo scopra, non vuole rovinare la loro solida amicizia. Non è semplice fare la parte del migliore amico e quando la ragazza chiede il suo aiuto, la situazione peggiora: si aprono le porte dell’inferno per Max che deve fingere indifferenza verso la ragazza che ama. Eleonora capirà che cosa prova realmente per Max? Riuscirà a fare chiarezza nella sua testa e nel suo cuore prima di perderlo per sempre?

RECENSIONE
Sono due giorni che rifletto su come iniziare la recensione di questo libro. Non è mai facile scrivere una recensione negativa per me, e penso che non sia facile per nessun autore leggerla. Cominciamo, così potrete capire le ragioni per cui ho dato una stella su Goodreads. Eleonora Zanna e Massimiliano "Max" Rossini sono migliori amici da una vita, lei è la tipica adolescente che prende una cotta ogni 3x2, mentre lui è costretto a soffrire in silenzio e a non confessarle l'amore che prova nei suoi confronti. Massimiliano e Simone sono fratelli gemelli, e oltre a condividere la camera condividono anche le amicizie, ecco perché sanno tutto l'uno dell'altro. I gemelli Rossini hanno risvegliato l'interesse di Noemi, l'amica pazza di Eleonora da sempre, che continua a chiederle come faccia a non essersi mai innamorata di Max. Eleonora è una ragazza molto irritante, non solo pensa che ogni ragazzo che incontri sia la sua anima gemella (io che mi ricordi a 18 anni non ero così), ma ci tiene sempre a ricordare che ora lei ha 18 anni e può fare questo, quello e quest'altro. E ci tiene molto a ricordarvelo, perché la ripetizione della sua età è una costante nel libro. Eleonora conosce Emanuele per caso, dimenticando il suo amore non corrisposto verso Andrea (il figo della scuola), e decide di mettersi insieme a lui. Noemi, da gran brava amica qual è, le ricorda che è l'unica della sua classe a non aver ancora fatto sesso e che ciò non va bene, bisogna darci dentro. Ecco, diciamo che quest'affermazione mi ha lasciata piuttosto allibita. Cioè, è obbligatorio fare sesso con qualcuno solo perché tutte nella tua classe l'hanno già fatto? Basita. Sono rimasta basita da ciò. Se è il suo personaggio a essere strutturato in questo modo, non avrei niente da ridere, ma mi sciocca il messaggio che trasmette. Okay, adesso direte che ho recensito positivamente "Paper Princess" di Erin Watt che è di gran lunga peggiore. Ehm, non è proprio così. Le backstories sono diverse e anche il modo in cui i personaggi di rapportano tra loro è molto diverso da quello che ho potuto leggere in questo libro. Massimiliano è rabbioso, ogni volta che vede Eleonora con un altro non solo sta male, ma si comporta come un fidanzato geloso ed Eleonora è così cieca che non si accorge dei sentimenti del suo migliore amico. Siccome è vergine, e non ha esperienza in nessun campo sessuale, chiede a Massimiliano di aiutarla a migliorare per non deludere Emanuele la prima volta che andrà a letto con lui. Okay, a questo punto del libro mi è scappato un WTF? Eleonora capirà mai che Max è innamorato di lei? Cosa succederà tra loro?

Come potrete aver capito, sono molti i temi toccati da questo romanzo che dire mi hanno lasciato basita sarebbe un eufemismo. Credo che questo sia uno dei pochi libri letti in cui io non abbia legato con la protagonista, ho trovato Eleonora così irritante e sciocca che più di qualche volta ho avuto la tentazione di lasciare come DNF questo libro. Andiamo per punti:
Il tema del sesso è trattato molto male in questo libro, pensato per un pubblico tra i 14 anni e i 18 anni. Se avete letto il mio aggiornamento di Goodreads, saprete che non mi sono piaciute le uscite di Noemi sul sesso (vedi: "devi sbrigarti a perdere la verginità ora che hai il ragazzo, tutte nella nostra classe l'hanno persa tranne te!"), e i pensieri sul sesso di Eleonora (la quale per far colpo dal punto di vista sessuale con Emanuele, il suo ragazzo, decide di chiedere aiuto al suo migliore amico... perché vuole che lui le insegni), i pensieri sul sesso di Max ("non ho molta esperienza, lo noterà?"). Prima che mi chiediate se le frasi fra parentesi siano tratte dal libro, vi dico subito di no. E' un esempio di ciò che ho letto, molto sintetico. E' molto difficile per me esprimervi i miei pensieri senza risultare inopportuna, ma davvero queste cose mi hanno fatto arrabbiare moltissimo. Il tema dei 18 anni. Cosa c'entra, vi chiederete. C'entra, perché tutte le azioni di Eleonora sono fatte perché lei ha 18 anni, e quindi è libera di fare questo, quello e quest'altro. Proprio come vi ho detto nel paragrafo sopra, Eleonora ci tiene che vi ricordiate che ha 18 anni. Premetto che non amo molto le ripetizioni, e leggere le stesse affermazioni da parte della protagonista a un certo punto mi ha irritato così tanto che sono stata costretta a chiudere il Kindle e andare a farmi un giro. Il tema che riguardante l'avvocato Zanna. L'avvocato Zanna è il papà di Eleonora, che è il migliore amico del padre di Massimiliano, il fatto che lui sia un avvocato ci viene ripetutamente detto da Eleonora stessa, che in tantissimi suoi POV si riferisce al suo stesso padre così. Okay, è un avvocato, ma è il tuo papà, no? Che senso ha ripetere ventimila volte il suo titolo di studio? E po' quando lo diceva mi trasmetteva un senso di distacco di Eleonora nei confronti di suo padre. Il tema delle metafore. Dopo la grammatica, questo tema è quello che mi ha più sconvolta. Le metafore vengono usate tantissimo e rallentano l'avanzamento del racconto. "Al solo pensiero le guance si arroventano e prendono fuoco", "(...)per attirare le ragazze come la carta moschicida", "Le mie gambe prendono vita sotto al tavolo", "Mi parte una gomitata in direzione del suo fianco". L'uso errato di alcuni verbi "Mi crogiolo sotto l'acqua fredda: con il sangue che mi ribolle nelle vene, ho proprio bisogno di abbassare la temperatura corporea", Crogiolare secondo la Treccani, infatti crogiolare non rende bene l'idea, poiché la prima immagine che si è formata nella mia mente è stata quella dell'acqua calda che bolle e non l'acqua fredda. "Credo che non appena me ne andrò di casa, andrà di matto.", io ho sempre sentito dire "dare di matto", non "andare di matto". "Mi ritrovo a sorridere, perso a seguire quella scena divertente." , il verbo "perso a seguire" non trasmette la sensazione di una persona intenta a guardare cosa sta succedendo, almeno per quanto mi riguarda. "Gli mostro la lingua. Gliela farò pagare, sa quanto questi film mi facciano terrore.". "Sfiora il mio piacere.", come si fa a sfiorare il piacere con le mani? Forse intendeva sfiorare il suo punto G, no? Questa frase ritorna per almeno sei capitoli, prima di cambiare. "So di aver pensato che lui fosse il ragazzo giusto con cui andare la prima volta, però adesso (...)", ammetto che nemmeno io a 18 anni ho mai detto così, e suona molto male dire così in un libro. Il verbo "andare con" viene usato esclusivamente per indicare i rapporti sessuali, ma non sarebbe meglio dire subito cosa sono invece di fare questi giri di parole? "Camminiamo vicini, parlando del più e del meno, come siamo usi fare da tutta la vita.", ammetto che questa frase mi ha confusa. "Riesco in qualche modo a schienarlo e lo immobilizzo con il mio corpo", anche qui la mia reazione è stata WTF. I rapporti di parentela tra i personaggi. A inizio libro conosciamo lo zio Luca, e per almeno metà del libro ero davvero convinta che fosse parente di Eleonora, quando ho scoperto che era solo un amico di famiglia, proprio come Marco, che viene definito zio Marco. Per quanto questi termini possano trasmettere familiarità, se non viene subito chiarito il ruolo del personaggio il lettore va in confusione, proprio come ci sono andata io. Singolari e plurali usati in modo errato: "Le auricolari", "Le mie mani sono talmente sudate che, passandole sulle gambe, lascia un lieve alone sul tessuto dei pantaloni". L'uso errato del presente al posto del congiuntivo (e viceversa): viste le molte note presenti su questo argomento, vi riporterò solo quelle più importanti. "In un attimo scopro qualcosa di più su di lei e ho la certezza che la mia presenza qui non ha niente a che vedere con i romanzi", "E' possibile essermi rincretinito in questo modo?", "Non smetterò mai di sperare che le cose tra noi assumeranno una nuova piega, nel frattempo posso solo sognare un futuro insieme". Periodi prosaici molto lunghi, intervallati da virgole che allungano il discorso quando dividere la frase in due sintagmi sarebbe stata la scelta migliore: "Non posso farle capire quanto sto morendo dalla voglia di fondere la mia bocca con la sua, quanto vorrei andare a casa e trascorrere l'intero pomeriggio a farci le coccole sul letto". L'uso errato di alcuni verbi. "Comincia ad abbassarsi gli slip senza aspettare che noi uscissimo". La divisione dei paragrafi resa male. Mi spiego: nel romanzo i salti temporali non vengono resi attraverso lo spazio tra un paragrafo e l'altro, ma è tutto attaccato. Non si capisce quando avvenga una cosa oppure quando una determinata azione finisca e inizi il salto temporale (come quando Massimiliano va a Londra con suo fratello). 

Avrei molti altri punti da prendere in esame, per farvi capire cosa sta dietro la mia motivazione di dare una stellina, ma ho fatto 150 note e non posso stare al computer tutta la sera ad analizzarle. 

Il romanzo è strutturato con i POV alternati di Eleonora e Massimiliano, lo scopo è quello di fare in modo che il lettore si appassioni alle loro vicende, filtrate dai loro punti di vista. Mi dispiace dire che non sono riuscita ad appassionarmi alla loro storia, e gran parte di ciò è dovuto ai gravi errori che ho trovato, insieme al fatto che Eleonora come personaggio non mi è proprio piaciuto. Massimiliano l'ho apprezzato di più, ma posso dirvi con certezza che forse l'unico personaggio a cui io mi sia davvero affezionata è Simone, il fratello di Max. 

Questo romanzo aveva del gran potenziale, ma non è stato reso a dovere. A mio avviso c'è bisogno di un editing molto pesante, sotto tutti i punti di vista. Il romanzo presenta comunque una trama carina, che andrebbe sviluppata meglio e l'editing potrebbe solo migliorarlo. 

Vi saluto con una citazione tratta da questo libro, che vi invito comunque a leggere e commentare qui nel blog in modo civile, così da capire cosa vi è piaciuto e cosa a me non è piaciuto:
"Perché l'amore fa così soffrire? Non dovrebbe essere una bella cosa? No, non lo è per niente. Perché amare una persona che non ti vuole è doloroso, ti fa sentire vuoto, quasi ti mancasse qualcosa, un pezzo di cuore forse."
(Massimiliano Rossini)

xoxo,
Giada

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