martedì 13 febbraio 2018

RECENSIONE di My dilemma is you di Cristina Chiperi

Buon giorno, bloggers e lettori! Ieri notte alle due ho finito questo romanzo che... beh, se avete letto i miei aggiornamenti su Facebook, avrete capito che non mi è piaciuto affatto. Vi ricordo che, sebbene questa recensione sia negativa, è volta come sempre SOLO al romanzo e non all'autore, questo per ricordarvi che quando recensisco, io recensisco IL LIBRO e non l'autore.

PREMESSA
Ho un vago ricordo di quando uscì questo romanzo, la piattaforma Wattpad stava cominciando ad andare in voga e molte persone che conoscevo iniziavano ad usarla come modo per farsi conoscere. Era il 2014. Selena Gomez (una delle mie cantanti preferite) aveva appena rilasciato il singolo My Dilemma, la canzone che ha ispirato questo libro. Vi lascio il video della Gomez, da ascoltare durante la lettura di questa recensione molto lunga, per la quale avrete bisogno del Gaviscon e molti digestivi.


TRAMA (DA GOODREADS)
Christina Evans ha sedici anni, vive a Los Angeles e frequenta il terzo anno dell’high school. Tra feste, amici e buoni voti, la sua è una vita perfetta. Finché la sua famiglia non decide di trasferirsi a Miami, e per Cris cambia tutto. Da un giorno all’altro viene catapultata in una nuova città e soprattutto in una nuova scuola. Nonostante senta la nostalgia di Los Angeles, riesce rapidamente ad ambientarsi e a stringere amicizia con gli studenti più popolari. Tutti la accolgono calorosamente... tutti tranne Cameron e la sua ragazza Susan, da subito ostili nei suoi confronti. E così, tra grandi e piccole difficoltà, Cris trova una nuova amica, Sam, e un nuovo amore, Matt. Ogni cosa sembra procedere nel migliore dei modi, ma come spesso accade nelle faccende di cuore, i giochi sono destinati a complicarsi. Col passare del tempo, Cameron e Cris comprendono che l’antipatia che provano l’uno per l’altra nasconde in realtà un sentimento ben diverso, e accettare e assecondare questa scoperta vuol dire mettere di nuovo tutto in discussione...

RECENSIONE
Ah, cavolo. Poche volte mi sono ritrovata davanti un libro così brutto sotto molti punti di vista che non sapevo da che parte iniziare per recensirlo. Definirlo un'accozzaglia di cose americane sarebbe un complimento. Ma partiamo dal principio: Cristina Evans (che nella quarta di copertina diventa magicamente Christina e poi di nuovo Cristina, va beh, lasciamo perdere) ha sedici anni ed è un'oca giuliva bionda - passatemi il termine - che vive una vita perfetta (dice così, a metà del libro), uscendo con i suoi amici, andando alle feste e si è appena lasciata con Set (ammetto che pensavo di aver letto male la prima volta che l'ho trovato scritto così), un ragazzo che l'ha tradita scopandosi una a caso perché lei, dopo otto mesi (!) non era voluta andare a letto con lui. I genitori di Cristina le dicono che si dovranno trasferire da Los Angeles a Miami, e la prima parte del romanzo si svolge attorno a quest'evento che sconvolge la vita della povera Cristina, che è furiosa con i suoi genitori per allontanarla dai suoi amici più cari, Cass e Trevor. Torneremo su di loro più avanti, perché l'insensatezza in questo romanzo regna sovrana in ogni aspetto. Cristina è una figa atomica, una ragazza che non si fa mettere i piedi in testa da nessuno, ecco perché quando arriva all'high school litiga fin dall'inizio con Susan Cognome-Sconosciuto. Susan è la tipica stronza bionda del liceo: cheelereader, che ha un rapporto di tira e molla con colui che sarà l'interesse principale della protagonista, Cameron Dallas. Oh yeah, vi ricordavate Hardin Scott? Ecco, Cameron Dallas ve lo farà rimpiangere. Cameron è un bad boy, scopa a destra e a manca, odia la sua sorellastra Samantha "Sam" perché dice è colpa sua che la sua famiglia è finita, eppure se guardate le immagini del cast, i ragazzini vi faranno morire dal ridere. Torniamo a noi: Samantha, dolce e carina sorella di Cameron, è una ragazza molto, molto sensibile e a causa di Cameron si autolesiona. Sì, avete capito bene. Si taglia le vene nel romanzo questa ragazzina per colpa di Cameron, che continua a trattarla come un rifiuto umano. Cristina è decisa a sistemare la situazione tra loro, ecco perché a forza di insistere, convince Cameron a parlare con lei e a chiarirsi. Samantha mi stava quasi piacendo, fino a quando l'autrice non l'ha fatta finire con Nash Grier (Viner, Youtuber e attore) e l'ha resa un'ochetta. Ecco, mi ha fatto perdere l'interesse nel suo personaggio in questo modo, perché udite udite, Nash è il migliore amico di Cameron e Cameron non vuole che loro due escano insieme. La sorella minore di Cristina, Kate, poi, è il personaggio più inutile dell'intero dell'intero libro. Quando leggevo le loro conversazioni mi chiedevo che scopo avessero, per quale ragione erano messe lì. 

Com'è ovvio (parola che troverete spesso declinata all'avverbio), Cristina suscita ben presto l'interesse del più figo della scuola, Matthew Espinosa, che si dimostra essere solo un altro stronzo. Ma dovrete sopportare i loro tira e molla per almeno duecento cinquanta pagine (sì, le ho contate) perché lei si renda conto di provare qualcosa per Cameron (quando è successo, ho detto 'ma dai?'). Matt non è altro che un personaggio riempitivo, messo lì per allungare il brodo nell'attesa che Cristina si svegli fuori e capisca che in realtà, ha sempre amato Cameron. Cristina è come Elena di Troia, tutti gli uomini farebbero qualsiasi cosa per lei, ed è per questo che molti le ronzano intorno: da Jack Cognome-Sconosciuto (un figo biondo a caso), Austin (capitano di pallacanestro, super desiderato anche lui), Trevor (qui vorrei dirvi il perché, ma non so se vogliate saperlo) e metà degli amici maschi della combriccola di Cameron. Adesso, ho letto molti Young Adult e New Adult, ma credo di non aver mai trovato un personaggio femminile così stupido, e non vorrei davvero essere qui a dirvelo, ma la verità è che è stupido e basta. Cristina Evans non ha un po' di sale in zucca neanche a pagarlo oro, si comporta davvero come un'oca e si lamenta in continuazione (e dirà sempre: "ma perché tutti questi casini succedono a me?", "perché la mia vita deve essere così difficile/complicata?"). Vi ricordate Abby Abernathy, giusto? Nella mia recensione tempo fa ho scritto che avevo dato quattro stelle solo per Travis Maddox. Ecco, Cristina è più volubile di Abby, ed è dire tutto, perché pure Abby non scherza col cambiare idea ogni quattro righe di romanzo. Qui nemmeno Cameron Dallas si salva. Perché? Troverete le mie spiegazioni nel prossimo paragrafo.

I personaggi di questo romanzo sono tutti piatti e irritanti, non subiscono un'evoluzione dall'inizio alla fine della storia, tanto che arrivati a pagina 200 vi chiederete se non abbiate già letto sta cosa oppure no. Cristina, la protagonista, è di sicuro un personaggio che non ho sopportato. Ma neanche un po'. Oltre al fatto che sia un personaggio monodimensionale, Cristina si comporta ogni volta come una lamentosa piaguncolona indecisa, che si lascia e si rimette insieme a Matt per tipo dieci volte per rendersi conto solo alla fine di amare Cameron. Kate è un personaggio così marginale, ma nella sua marginalità è resa abbastanza sciocca pure lei (in questo caso però potrei giustificarlo, perché ci viene detto che è la sorella minore), Samantha mi piaceva fino a un certo punto del romanzo, ma poi ho iniziato a non sopportare più nemmeno lei, Susan e la sua combriccola sono le tipiche stronze del liceo e anche lei mi sarebbe potuta piacere, se non fosse che l'autrice l'ha resa una ragazza ossessionata e stalker nei confronti di Cameron. I personaggi maschili lasciano molto, molto a desiderare. Partiamo col presupposto che è impossibile che una ragazza, dopo nemmeno tre giorni che si è trasferita nella sua nuova casa e abbia iniziato a frequentare la sua nuova scuola, si trovi subito il ragazzo. Ma dai, nemmeno nei romanzi con l'insta-love succede. Come ho detto nei miei aggiornamenti Facebook, i ragazzi di questo libro a me sembrano solo dei ragazzi in piena sindrome premestruale, sempre litigiosi e irritabili con chiunque e per qualunque stupidaggine, Cameron ne è l'esempio lampante. Tra l'altro, se a ciò aggiungiamo che è impossibile che tutti i ragazzi si innamorino o comunque provino interesse per Cristina quasi subito, questo non li rende per niente attraenti. 

Una cosa, tra le tante, che proprio non ho tollerato è stata la volubilità e la contraddizione di Cristina. No, grazie. Insomma, ad un certo punto del romanzo lei dice a Cameron di dover star lontana da lui per capire cosa prova nei suoi confronti e che stare lontani è di sicuro l'unica cosa giusta da fare, e quattro righe dopo va a casa sua. Ma questo  è l'esempio meno lampante, se volete vi racconto di quando lei si è appena lasciata con Matt e soffre per questo, dice di aver bisogno di confidarsi con qualcuno, Sam le chiede se vuole parlarne e lei dice che non ne ha voglia. Oppure quando Cristina prima dice che le mancava Cameron a scuola, se lo ritrova in spiaggia e lo evita, e alla fine ci litiga insieme. 



I genitori in questo romanzo sono solo delle macchiette, anche loro personaggi riempitivi. Non hanno una loro personalità, un loro carattere, di loro sappiamo solo che lavorano per i Dallas, ma non sappiamo cosa effettivamente facciano. Lo stesso per i genitori di Cam e Sam, sono dei super ricchi ma non sappiamo perché o come lo siano diventati. Saperlo avrebbe giovato, anche perché sta ricchezza senza senso, non ha proprio senso di esistere in un romanzo del genere. E soprattutto, come hanno fatto i Dallas a non accorgersi che la loro figlia minore si autolesionava? A lungo andare, avrebbero dovuto farsi almeno due domande sul comportamento di Sam e riprendere Cameron per il suo atteggiamento pessimo nei confronti di sua sorella.

Gli spazi, altra nota dolente. Non sappiamo quanto disti la casa di Cristina dall'aeroporto, né in che modo lei possa andarci, perché non vengono nominate navette - il fatto che i suoi genitori siano ricchi, come verrà spiegato più avanti, non dice un bel niente. La cosa forse che mi ha lasciata più perplessa sono i dormitori della scuola, dove vi dormono solo Nash e Hayes Grier, due amici della protagonista. Ma noi non vediamo altre persone lì, solo loro. Per gran parte della lettura ho pensato che loro due fossero gli unici a sfruttare dei dormitori. E se ci sono i dormitori, perché Cristina, Cameron, Susan e Samantha non dormono lì? Perché solo i due Grier ci dormono lì?  


Il tempo atmosferico. Passiamo da un caldo quasi estivo a un freddo glaciale nel giro di dieci pagine. Ma davvero? A questo punto volevo buttare il libro fuori dalla finestra. E piove, piove moltissimo a Miami Beach, tanto che mi sono chiesta se lei abbia fatto qualche ricerca sulla città e sull'ambientazione, perché da quel che ho potuto desumere, non è stato per niente così. Il tempo cambia alla velocità della luce, spesso senza motivo apparente. Questi cambiamenti sono quasi istantanei, e provocano alla protagonista sempre brividi di freddo senza motivo alcuno. 

Ma soprattutto, vogliamo parlare della rapidità con cui avvengono gli eventi? Il tutto avviene ad una rapidità incredibile, e questo favorisce almeno una lettura abbastanza veloce, però non ha senso. Vengono taciuti tantissimi eventi nel romanzo, descritti di solito in tre righe e basta, eventi che avrebbero potuto avere un senso, ma non sono approfonditi. 

Se voglio essere onesta fino alla fine, non mi è piaciuto nemmeno il fatto che Trevor si sia incazzato con Cristina senza motivo, incolpandola di cose non vere per poi fare la big revelation alla fine e chiuderla fuori dalla sua vita. Cristina, com'è ovvio, resta impassibile a quella rivelazione perché ha perso la testa per Cameron, ma nonostante ciò, vediamo come i suoi amici perfetti (non dimentichiamolo, com'è ovvio) rivelarsi solo dei personaggi problematici che le nascondono le cose e l'accusano di cose non vere. E il senso di tutto ciò dove sta? Non lo so, ditemelo voi perché a me sto libro mi ha fatto solo arrabbiare tantissimo.


Se dovessi descrivere i personaggi di questo romanzo li descriverei così: vuoti, noiosi, banali (ed è la prima volta che lo dico), stereotipati fino al midollo e prevedibili. E vi giuro, nemmeno in "After" sono mai arrivata a dire una cosa del genere, questo significa che è molto peggio di quel che credevo. 

Adesso è il turno della grammatica. Siete pronti? Intanto, è necessario che sappiate che questo libro è scritto tutto in prima persona presente (ricco di dico/dice/faccio/fa) con un solo POV di Samantha in prima persona, sempre presente. La grammatica di questo libro lascia molto a desiderare, e in parte è il problema alla base del fatto che tutte le voci dei personaggi: non sono distinte, sembrano una uguale all'altra, specie per l'uso continuo di "Giuro che....", "Com'è ovvio", "Ovviamente". Ci sono dei buchi di trama enormi, eventi taciuti che avrebbero avuto motivo di venir esplicitati per rendere il romanzo più scorrevole. Ma soprattutto, frasi così brevi e anche un po' stupide, come Cristina Evans, che vi faranno perdere la pazienza. Una cosa che mi ha fatto perdere le staffe, e che è alla base del mio giudicare Cristina Evans come un'oca giuliva, è il fatto che lei per ogni cavolata dica sempre "ovviamente". L'uso continuo di avverbi in -mente rallenta la lettura e l'appesantisce moltissimo, senza contare che sono propri questi avverbi a rendere impossibile distinguere le altre voci del romanzo, gli altri personaggi.


Ora che ho finito la recensione, non posso salutarvi con una citazione tratta da questo libro, perché non ne ho. Al romanzo, su Goodreads, ho dato 0,20 stelline... molto meno di quanto diedi ad "After" di Anna Todd (0,50). Mi dispiace anche un po' esser stata così dura, ma non ho trovato nulla nel romanzo che mi piacesse o che alzasse almeno un po' il mio giudizio finale. Il mio consiglio? Prendetelo in prestito nelle biblioteche, risparmierete i vostri soldi.

xoxo,
Giada

sabato 10 febbraio 2018

REVIEW PARTY DI MISS ORO NERO DI CHARLOTTE LAYS

Buon pomeriggio, bloggers e lettori! Quattro giorni fa ho finito il bellissimo e meraviglioso nuovo romanzo di Charlotte Lays. Come "Lady O", "Miss Oro Nero" ha lasciato una traccia profonda nel mio cuore. Non vedo l'ora di leggere il prossimo romanzo sulle mie Sinners preferite! <3





PREMESSA
"Miss Oro Nero" non è il classico romance che potrete leggere, proprio come "Lady O" non era il classico romance erotico. La cosa che adoro di più di Charlotte è che riesce a mescolare sapientemente, nei suoi romanzi, elementi piccanti e sexy e insegnamenti di vita. Perché in ogni suo romanzo ce n'è uno, basta solo riuscire a coglierlo tra le righe.

TRAMA (DA GOODREADS)
Kathleen Lawford è subentrata al padre alla guida della Lawford's Petrol e per conto della società viaggia ovunque, seguendo il richiamo dell'oro nero. Durante uno di questi viaggi la sua vita subisce un brusco stravolgimento che la porta a dover ripensare completamente alla propria esistenza. E ad accettare di buon grado l'assillante ansia protettiva dei genitori. Per fortuna, al suo fianco, ha le sue sei preziose migliori amiche, che rappresentano la famiglia che si è scelta, e soprattutto la sua adorata bambina: Scarlett.
Quando però ricompare l'uomo che dice di essere il padre di Scarlett, il passato si riaffaccia doloroso e violento nella vita di Kath, che vuole evitare a tutti i costi che quell'uomo senza scrupoli irrompa nell'esistenza della figlia.
Le serve una strategia legale che preveda un avvocato pronto a tutelarla, un matrimonio e molto coraggio.
William Marks, il Giaguaro, è l'avvocato che fa al caso suo. E si presta anche ad assecondare il suo piano.
Will e Kath sembrano incompatibili, ma la frequentazione obbligata li porta a scoprire un gioco di seduzione ed erotismo di cui a poco a poco perdono il controllo e che si trasforma in una passione irrefrenabile. Ma i fatti precipitano di nuovo in maniera inaspettata sconvolgendo le vite di tutti.

RECENSIONE
Il romanzo "Miss Oro Nero" ruota attorno alla vita della seconda delle Cosmopolitan Girls di cui abbiamo fatto conoscenza nel romanzo precedente, Kathleen Lawford. Okay, già qui devo dirvi che io l'avevo adorata in "Lady O", perché mi era sembrata una donna dalla grande forza e dal grande carisma, aver potuto constatare leggendo il romanzo a lei dedicato che è proprio così, mi ha emozionata ancora di più. Kathleen Lawford ha preso le redini della Lawford's Petrol ed è conosciuta nel mondo della finanza petrolifera con il nome de Lo Squalo: la sua vita, ormai abitudinaria, ha come perno il lavoro e la bellissima Scarlett. Ma chi è questa dolcissima bambina? Scarlett è il frutto dello stupro che Kathleen subì quando andò negli Emirati Arabi per via delle contrattazioni petrolifere, tre anni prima. Andando contro i suoi genitori, Kathleen ha deciso di tenere la bambina e di circondarla di tutto l'amore e l'affetto che le persone accanto a lei potessero darle. Scarlett infatti non è una ricca bambina viziata, è una dolce, simpatica e generosa bambina che cresce con al suo fianco delle persone splendide, che sono le sue "zie", e ognuna a modo loro le insegna qualcosa, e i suoi genitori. La vita di Kathleen subisce l'ennesimo grande scossone quando Horace McWallace, l'uomo che la stuprò anni prima, reclama la paternità su sua figlia e ne vuole l'affidamento esclusivo, insieme alla sua "moglie" Donna. Kathleen decide così di rivolgersi ai migliori avvocati di New York: la Stenson & Marks, e fin dall'inizio il suo rapporto con William Marks, il Giaguaro, non è dei migliori. I battibecchi e le frecciatine non si sprecano tra i due, che non perdono occasione di ricordare l'uno all'altro quali sono le loro capacità nel campo di loro competenza e come non siano, entrambi, ciò che appaiono. L'attrazione e la chimica tra William e Kathleen sono forti, quasi tangibili man a mano che la loro storia si sviluppa, è una chimica travolgente e innegabile per i lettori, ma che i due negano con tutta la loro forza.

E quegli occhi... quei dannati occhi di pece. Mi fissano e io vedo tutta la battaglia che vi imperversa dentro.
(Kathleen Lawford)

Kathleen all'inizio nega persino ogni vicinanza o contatto con William, lei non è spaventata dalla sua forza fisica, ma da ben altro. Non ha mai avuto rapporti con l'altro sesso, poiché ogni possibile rapporto è stato tranciato sul nascere dal fatto che lei impedisce alle persone di vedere la vera Kathleen. Kath si sente sotto pressione sia per il lavoro che per permettere a sua figlia di vivere una vita piacevole e bella, senza drammi a turbarne la serenità. E' questo però ciò che fa Horace quando irrompe nella vita di Scarlett.

Devo mettere qualcosa in mezzo a noi.Qualcosa che ponga fine all'inquietudine che mi genera la sua presenza.Forse è la sua imponenza fisica.Forse è la totale incapacità di leggerlo.Forse è il suo carisma. E' talmente forte che invade la stanza.Lo percepisco.Lo respiro.(Kathleen Lawford) 
A causa di un cavillo burocratico, William e Kathleen saranno costretti a sposarsi e questa convivenza forzata porterà a dei meravigliosi quanto inaspettati stravolgimenti. Non posso dirvi di più perché rischio di farvi spoiler, ma sappiate solo che faticherete a prendere sonno dopo aver letto cos'è capace di fare Il Giaguaro alla donna che ama, e credetemi, è mucho caliente!

Ogni volta che inspiro, sento William. Sottopelle.Addosso.Ovunque.(Kathleen Lawford)
Il romanzo è scritto in prima persona, dal POV di Kathleen, ma presenta anche delle parti contenenti il POV di William Marks. William Marks, oltre ad essere un bellissimo afroamericano e uomo con le palle, un uomo cazzuto che si fa in quattro per le persone che ama e che sta ancora male per alcuni avvenimenti che hanno avuto luogo molto prima dell'inizio di "Miss Oro Nero", dimostra di essere sensibile, gentile e anche molto determinato. Per quanto lui e Kathleen litighino costantemente anche sulle cose più stupide, ognuno non può più fare a meno dell'altra, e sarà questa interdipendenza tra loro che causerà non pochi problemi tra loro e a Marks stesso. Perché William è un uomo tormentato dal suo passato difficile. Perché William, anche se si veste con abiti di alta sartoria, è ancora quel ragazzino cresciuto nell'Harlem dei quartieri poveri e malfamati. Due anime combattono dentro un solo uomo, e lo rendono dannatamente attraente.

La famiglia è senza dubbio il tema centrale di "Miss Oro Nero", è stato veramente bello il modo in cui l'autrice ha trattato un tema delicato come l'affidamento e la psicologica del bambino, ha reso in modo perfetto le dinamiche familiari e intrafamiliari. Credo che il messaggio che "Miss Oro Nero" mandi ai suoi lettori sia questo: anche da avvenimenti orribili, come gli stupri, possono nascere delle cose belle ed è proprio per quelle cose belle che quelle persone vivono. Scarlett è la rappresentazione (letteraria) di come ciò sia vero. Kathleen avrebbe potuto abortire quando ha scoperto di esser incinta del suo rapitore e stupratore, ma non l'ha fatto perché sapeva che poteva donare tutto l'amore che poteva a quell'esserino che cresceva dentro di lei e che non aveva alcuna colpa del male che il suo padre biologico le aveva procurato. Mi ha toccato il cuore leggere ciò che una madre è disposta a fare per salvare suo figlio, ciò che Kathleen è stata disposta a fare pur di fare in modo che sua figlia avesse almeno una parvenza di vita familiare, pur di non minare le sue condizioni psico-fisiche. Kathleen è una madre leonessa, e penso sia un personaggio ben strutturato, per niente banale. In Kathleen le persone che hanno subito violenze si possono riconoscere, ed è anche per questo che Kathleen stessa, nel romanzo, ha creato Tara in South Carolina. William, dal canto suo, dimostra che anche chi viene dalle situazioni più tristi e disagiate può avere successo... anche senza dimenticare le proprie origini. E, credo sia l'insegnamento più importante di tutti, i figli non sono di chi li mette al mondo, ma di chi li cresce e Kathleen, oltre a dimostrarsi un'ottima madre, anche se costretta, ha trovato la figura paterna migliore per Scarlett. Tanto che Scarlett arriverà lei stessa a considerare William suo padre.

E' un libro intenso, travolgente e indimenticabile. Io l'ho amato tantissimo, come tutti i libri di Charlotte, perché mostra come due elementi come l'erotismo e l'amore per la famiglia possano convivere nello stesso romanzo senza fare a cazzotti l'uno con l'altro. L'amore, alla fine, è l'elemento predominante dei suoi romanzi, e forse li amo così tanto perché mi danno un po' di fiducia nell'umanità in generale, facendomi leggere le avventure di personaggi fittizi, ma che per il lettore sono quasi reali. Brava, Charlotte! Cinque stelline piene! (E se potessi te ne darei anche 2000). Vi saluto con l'ultima citazione tratta da questo bellissimo romanzo, che vi consiglio di leggere dopo esservi gustate "Lady O":
"Perché a un certo punto non devi scegliere con chi stare, ma senza chi non puoi stare."
(William Marks)

xoxo,
Giada

venerdì 9 febbraio 2018

INTERVISTA A MATTEO BRUNO, AUTORE DE "L'ULTIMO SPARTANO"

Buon pomeriggio, bloggers e lettori! Nell'ultima settimana sono stata molto influenzata, sono stata costretta a letto a non far nulla, non potevo nemmeno leggere :( Il mio malessere, però, prima di scoprire con dispiacere che avevo preso questa maledetta influenza stagionale, ha causato un rallentamento di tutte le mie letture. Vorrei chiedere scusa all'ufficio stampa di Leone Editore e alla casa editrice Leone Editore per non esser riuscita a rispettare gli accordi presi in precedenza, sto davvero male al pensiero di non esser riuscita a fare ciò che avevo promesso. Credetemi, mi sento in colpa per non esser riuscita a farle la Review per il Review Party, ma la recensione arriverà, con un po' di ritardo, ma arriverà.




Titolo: L’ultimo Spartano
Autore: Matteo Bruno
Pagine: 310
Editore: Leone Editore
Data di uscita: 30 Novembre 2017
Prezzo cartaceo: 13,90 €
Link d'acquisto: IBS

Sinossi:
Filocrate di Megalopoli è costretto ad abbandonare la città natale e a battersi per denaro al servizio dell'impero persiano, minacciato da Alessandro Magno. Scontento, ha però occasione di riscattarsi recandosi a Sparta per incontrare re Agide, l'unico che in Grecia può sollevare una vasta rivolta antimacedone. Una volta nel Peloponneso, Filocrate incontrerà una donna misteriosa che sembra capace di prevedere il futuro e verrà coinvolto in intrighi diplomatici senza fine, fino alla sconcertante rivelazione sulle sue origini. Intanto gli spartani si preparano a combattere i macedoni: davanti alle mura di Megalopoli, i leggendari soldati dai mantelli rossi affronteranno un'ultima disperata battaglia per l'indipendenza di tutte le polis greche.

BIOGRAFIA DELL'AUTORE:
Matteo Bruno, nato a Perugia sotto il segno del Leone, è laureato in Scienze politiche e coltiva da sempre la passione per la storia. Ha collaborato con l’Università degli Studi di Perugia e scrive sceneggiature per documentari e docufilm. L’ultimo spartano è il suo quarto romanzo storico dopo Oro, sole e sangue (2013), Dodici città (2014) e Syracusa – La vendetta di Nicone (2015), tutti editi da Leone Editore, che hanno raccolto numerosi riconoscimenti a livello nazionale e gli hanno costruito ormai un pubblico di affezionati lettori.

MINI-INTERVISTA
1. Ciao Matteo, benvenuto nel blog Fantasticando sui libri! Ti va di presentarti per i nostri lettori?
Ciao, grazie a te per avermi invitato nel tuo mondo virtuale! Vuoi sapere chi sono? Beh, diciamo uno scribacchino che scrive per la passione. Mi sono cimentato nel mio primo manoscritto spinto dalla voglia di mettermi alla prova, senza sapere dove mi avrebbe condotto la penna. Certamente non immaginavo di arrivare a pubblicare quattro romanzi. All'inizio avevo la sensazione di perdere soltanto del tempo ma era una sfida con me stesso che volevo vincere.

2. Come e quando è nata la tua passione per la storia antica?

La mia passione per la Storia (in generale) è ereditaria: a casa mia praticamente non si parla di altro. Quella per la storia antica, e in particolar modo per il mondo greco, è nata al liceo classico. Successivamente però è rimasta latente per alcuni anni, fino a che non l'ho riscoperta attraverso le letture di molti romanzi storici.


3. È stato difficile rendere due personaggi storici così importante come Alessandro il Grande e Filocrate da Megalopoli?
Beh, Alessandro Magno in realtà è una figura volutamente sfuggente ne L'Ultimo Spartano. Appare direttamente in un'unica scena, peraltro secondaria. La sua ombra però è sempre presente e accompagna la trama del libro suscitando nei protagonisti ansie o speranze a seconda dei punti di vista. Filocrate invece è un personaggio di fantasia. Rappresenta il tipico eroe-guerriero del genere di romanzo che intendevo scrivere, con un taglio fortemente epico; inoltre è un mercenario (almeno all'inizio), ed è la prima volta che mi sono trovato a descrivere questo genere di protagonista.

xoxo,
Giada

martedì 6 febbraio 2018

RECENSIONE di The Last Wolf di Maria Vale/ REVIEW of The Last Wolf by Maria Vale

Buon giorno, bloggers e lettori! Oggi esce il romanzo d'esordio di Maria Vale, una promettente autrice americana che pubblica con Sourcebooks Casablanca. Il romanzo in sé mi è piaciuto abbastanza, ma non mi ha entusiasmato da morire. Anyway, spero che la mia recensione vi piaccia. Buona lettura!

PREMESSA
Saranno mesi e mesi che faccio la corte a Sourcebooks perché mi approvi un titolo da recensire, beh non avrei mai pensato che mi avrebbero approvato per "The Last Wolf" e invece è successo! *Yay me!* E' così bello poter leggere le novità d'oltreoceano e poterne parlare con voi mi rende sempre più fiera di poter condividere con voi queste letture.

TRAMA (DA GOODREADS)
Per tre giorni su trenta, quando la luna è piena e la sua legge è di ferro, il Grande Branco del Nord deve essere selvaggio.

Se lei torna dal suo Branco, lo stranierò morirà.
Ma se rimane...

Silver Nilsdottir si trova al livello più basso dell'ordine sociale del suo Branco, con una irrisoria possibilità di trovare un decente compagno e una vita migliore. Fino a quando uno straniero finisce nel loro territorio, ferito e pieno di lividi, e Silver decide di rischiare tutto ciò che possiede per salvare Tiberius Leveraux. Ma Tiberius non è ciò che appare, e nel fragile equilibrio del Branco e dell'essenza primitiva, il destino di tutti i lupi è nelle sue mani...

RECENSIONE
Ho provato una serie di emozioni contrastanti quando ho finito di leggere questo romanzo, ieri. Non solo per via del finale che, cavolo, mi ha lasciata sia sconvolta che perplessa, ma per il libro in generale. Il romanzo d'esordio di Maria Vale verte su Silver Nilsdottir - soprannominata Quicksilver o, da Tiberius stesso, Wildire - un lupo che si trova in fondo alla piramide sociale del Greath North Pack, il Grande Branco del Nord. Silver non vive, cerca solo di sopravvivere e di passare inosservata, perché questo è ciò che spetta a un lupo disabile, a cui manca una parte della gamba, come lei. La decisione che Silver prende di rischiare tutto quello che ha è data dal fatto che non se la sente di lasciare un Mutaforma (Shifter) a morire nella loro proprietà. I Mutaforma sono mal visti dai lupi, e man a mano che la storia prosegue veniamo a conoscenza di dettagli dolorosi che stanno all'origine di tale ostilità. Tiberius viene da una famiglia che ha incrociato i geni del Mutaforma con quelli del lupo, ma non riesce a liberare il suo lato selvaggio a causa del dolore inflittogli da August Levereaux, suo padre. Il Greath North Pack ha delle regole ferree, e spesso vediamo i lupi accettare le punizioni senza battere ciglio e abbassare la testa in segno di rispetto nei confronti del loro Alpha. Questi lupi, però, devono fare i conti col mondo degli umani e all'interno del Branco, ci sono insegnanti appositi che li istruiscono su come comportarsi nel mondo umano. Silver non è mai stata brava a riguardo, mentre Tiberius è solo un uomo che finge di essere un lupo, non un lupo che si comporta da uomo. La relazione tra Tiberius e Silver si sviluppa in modo intenso e coinvolgente, fino al punto in cui uno dei due diventerà il bedfellow dell'altro. 

Il motivo per cui ho dato quattro stelle è che il libro è di sicuro ben scritto, ma i muri di descrizioni che mi sono ritrovata davanti rendevano molto difficile e a tratti noiosa la narrazione, minando quindi il coinvolgimento del lettore. Tuttavia devo ammettere che le regole del Grande Branco del Nord sono davvero molto interessanti, e permettono di scoprire le vite dei personaggi-lupo nel loro ambiente e le loro abitudini.

Inoltre, il romanzo è scritto dal POV di Silver quindi il lettore conosce i suoi pensieri e le sue emozioni filtrate dal suo stesso punto di vista, e tra l'altro lei è sempre la voce narrante. Il romanzo presenta una struttura che alterna i POV di Silver da umana con quelli di Silver da lupo, e nonostante la pesantezza di alcuni descrizioni (che erano, per carità, funzionali anche se hanno rallentato la lettura) molto interessante. Con un altro giro di editing questo romanzo sarebbe stato da 5 stelle.

L'elemento che mi ha fatto dare quattro stelle è stata sicuramente la presenza della Lingua Antica (Old Tongue), che altro non è che l'ata (l'antico inglese), e scommetto che la mia professoressa di filologia germanica sarebbe felice di sapere che anche a distanza di due anni riesco ancora a comprendere e analizzare queste cose! <3 Bello, questo è forse l'elemento più bello di tutto il libro.

Vi saluto con una citazione tratta da questo romanzo che vi consiglio di leggere se amate i paranormal fantasy incentrati sui mutaforma e i lupi in generale.
"When we are in skin we are anfeald. Single fold. One and singular. But when are wild, we exist beyond the limitations of our poor bodies and weak senses. We are ourselves, but we are also part of the land and the Pack. We are manifold and complex.”
(Silver Nilsdottir) 

xoxo,
Giada

venerdì 2 febbraio 2018

REVIEW PARTY DE 'ERA UNA SERA COME TANTE E L'OROSCOPO AVEVA PREDETTO - POESIE DAL 1970' DI ANGELA F. PUGLISI

Buon giorno, bloggers e lettori! Sono un po' raffreddata, la tosse mi ha fatto dormire poco stanotte, però non vedo l'ora di rendervi partecipi del mio primo Review Party di una raccolta poetica. Buona lettura!


PREMESSA
Quando Emanuela mi propose di partecipare al blogtour e al review party di questa meravigliosa raccolta di poesie, le dissi subito di sì. Sì, perché amo le poesie. Sì, perché mi fido del fiuto di Emanuela di scovare romanzi e poesie interessanti. Oggi vi parlerò in modo più dettagliato di questa raccolta, una raccolta tanto intensa quanto meravigliosa e struggente.

TRAMA (DA GOODREADS)
Era una sera come tante e l'oroscopo aveva predetto è una raccolta poetica scritta a partire dal 1970 da una giovane ragazza innamorata della scrittura e della sua macchina da scrivere. Si tratta di un viaggio attraverso le tappe della vita: gli amori quelli passionali e quelli che finiscono, le inquietudini, le amicizie, la voglia di libertà e di capire il perché di tante domande a volte senza risposta. Rimane allo stesso tempo un percorso di crescita interiore e spirituale Quella giovane ragazza è mia madre e io ho custodito le sue poesie per tutti questi anni.

RECENSIONE


"Era una sera come tante e l'oroscopo aveva predetto" non è la classica raccolta di poesie a lieto fine che il lettore si aspetta. Le poesie che troverete qui danno uno spaccato di vita intenso e stravolgente sulla vita, le preoccupazioni e i desideri di una giovane ragazza, la madre di Angela F. Puglisi. 

La protagonista è una ragazza fragile, alla ricerca di sé stessa e del suo vero amore. In più di una poesia la vediamo struggersi d'amore per quel ragazzo che prima la ignora, poi dedica tutto il suo tempo alla musica mettendola da parte, e poi se ne va. La tristezza di cui sono intrise le poesie è molto intensa, così intensa che vi toglierà il respiro. Anche io sono stata adolescente, e ricordo bene quanto le emozioni a quell'età fossero amplificate, come si facesse di una piccola cosa una questione importante, so bene quanto le cotte e gli struggimenti d'amore fossero all'ordine del giorno. Ma la raccolta non parla solo di questo: vediamo la nostra protagonista soffrire per amore e lottare per esso con tutte le sue forze, anche quando ciò le provoca più dolore che felicità. 

C'è una poesia bellissima, un'analogia tra l'Uomo e Gesù che porta la croce nel Golgota, che mi è rimasta impressa a fuoco nella memoria. La profondità di quella poesia è ineguagliabile, e forse è quella che mi ha davvero più sconvolta più di tutte.

Vorrei parlarvi molto, molto di più di questa raccolta, ma sto già rischiando di farvi spoiler enormi, quindi mi fermo qui. Vi invito a leggerla e a dirmi cosa ne pensate commentando questo post o quello su Facebook.



Vi saluto e vi auguro buon proseguimento di giornata.

xoxo,
Giada

giovedì 1 febbraio 2018

RECENSIONE di Hostage di Skye Warren e Annika Martin/ REVIEW of Hostage by Skye Warren and Annika Martin

Buona sera, bloggers e lettori! Oggi pomeriggio... beh, a dire il vero dovrebbe essere mattina negli USA, vi parlerò dell'ultimo romanzo pubblicato da Skye Warren e Annika Martin, un dark romance favoloso che consiglio a tutti gli amanti del genere.



PREMESSA
Ringrazio dal profondo del mio cuore The Social Butterfly PR per avermi permesso di rientrare tra gli early reviewers di questo libro. Se leggete in inglese non dovete perdervi questa pubblicazione, vi farà passare delle ore bollenti e sconvolgenti!

TRAMA (DA GOODREADS)
NON HO MAI SAPUTO QUANTO SAREBBE VENUTO DA ME. SAPEVO SOLO CHE L'AVREBBE FATTO.

Non avevo mai baciato un ragazzo la notte in cui ho incontrato Stone. La notte in cui l'ho visto uccidere. La notte in cui ha risparmiato la mia vita. Quello era solo l'inizio.

Lui entra nella mia macchina ancora e ancora, pericoloso e potente. "Guida" mi dice, e non ho scelta. Lui è un criminale con degli occhi verdi che bruciano, che invadono la mia vita e i miei sogni.

La polizia dice che è pericolosamente ossessionato da me, ma sono io che non riesco a smettere di pensare a lui. Forse è sbagliato lasciare che mi tocchi. Forse è sbagliato toccarlo a mia volta. Forse questi contorti appuntamenti devono finire. Se non fosse che lui sembra l'unica cosa vera nel mio mondo fatto di abiti di marca e costose ville.

Perciò guido sotto la minaccia di una pistola, fino a quando è difficile ricordare quanto io non voglia essere qui.
Fino a quando è troppo tardi per tornare indietro.

HOSTAGE è un pericoloso standlone romance dalle New York Times bestselling Skye Warren e Annika Martin. E' ambientato nello mondo di PRISONER, ma può essere letto da solo! 

RECENSIONE
Dire che "Hostage" è un bel romanzo sarebbe un eufemismo bello e buono. "Hostage" è il romanzo dark perfetto, che contiene una buona percentuale di oscurità e una buona percentuale d'amore. Se leggerete questo romanzo, proverete ciò che ho provato io: il profondo desiderio di non finirlo, perché così travolgente e così interessante, che mi affezionerete ai suoi personaggi. Protagonista di questo romanzo è la dolce e ingenua Brooke Carson, una ragazza che è cresciuta con un senso del dovere nei confronti dei suoi genitori fortissimo, una ragazza che è stata costretta a dimenticare i suoi sogni e i suoi desideri per mantenere l'apparenza che i suoi genitori desideravano. Tutta questa sciarada aveva l'obiettivo di mostrare che non avevano problemi economici, anche se in realtà l'agenzia real restate di suo padre stava andando a fondo. Brooke non sa chi è o cosa voglia, ed è obbligata a mantere questa facciata di ragazza perfetta e ben educata da parte dei suoi genitori, che non si rendono nemmeno conto di quanto male lei stia vivendo.

Nobody know that.Nobody can know that this party is an elaborate charade.(Brooke Carson)

Nel giorno dei suoi Dolci Sedici Anni (Sweet-Sixteen), una sorta di rito di passaggio per i figli della ricca élite di Franklin City, una città immaginaria che diventa scenario di crimini violenti e omicidi efferati.
 What you won’t see if the blood in the water.My dad always says you can’t let them smell blood. If the world is sharks, this whole party is about swimming past them, around them. Fooling them into believing you’re okay.(Brooke Carson)

Brooke non si sente a suo agio in questo mondo patinato e finto, sente che niente di ciò che la circonda è vero, fino a quando non vede un sexy e attraente ragazzo dagli occhi verdi compiere un omicidio.

He looks like the devil - the devil as a primitive thug, seething with hate.(Brooke Carson)

Questo fa in modo che tra quest'assassino e Brooke nasca un'intesa, un legame che trascende il fatto che lei sia una testimone oculare e che, se ciò che ha visto venisse messo a verbale, l'assassino avrebbe dei grossi problemi. Ma Brooke si sente attratta da lui in modi che non riesce a spiegare, poiché lui esercita nei suoi confronti sia attrazione che timore.

Man a mano che la storia si sviluppa, veniamo conoscenza di chi sia l'assassino. Il suo nome è Stone Keaton, un giovane di circa vent'anni che in certi momenti mi è sembrato un bambino desideroso d'affetto. Stone e la sua banda vogliono uccidere tutti gli uomini che li hanno torturati e abusati da personalità di rilievo in Franklin City. L'intesa tra lui e Brooke nasce all'improvviso. Lui non vede in Brooke solo un bel faccino, così come Brooke non vede in lui solo un ragazzo rabbioso e violento, ma vede anche un dolore profondo.

Her life was charmed – a pretty little rich girl at her sweet-sixteen party. Then she got a glimpse of me. Now she’s facing death or whatever the fuck I want to do with her. Which is a lot. She’s this pure thing in my control, and I’m bloody and horny, and I want to devour her. I want to press my face to those pushed-up tits above the edge of that dress and fuck her hard and fast.
Skin smooth and pretty like an egg. But here’s the thing about an egg: when you break it, you get everything you want, but then it’s not smooth or perfect anymore. It’s just this dead thing.
This is something I know a fuck of a lot about, let’s just say.
And yeah, you can put yourself back together, but you’re never right afterward, not really. You’re cracked and misshapen and definitely not smooth and nice like this girl.
(Stone)

La loro non è la classica storia d'amore, ma non è nemmeno una storia sulla Sindrome di Stoccolma - sebbene io stessa l'abbia pensato all'inizio. E mi fermo qui a raccontarvi il romanzo, perché sto rischiando di farvi spoiler.

"Hostage" è scritto con il POV alternato di Brooke e Stone, e ciò permette al lettore di empatizzare con i nostri protagonisti, ti permette di provare sulla tua stessa pelle le emozioni dei personaggi. I personaggi sono resi in modo credibile e veritiero, sono tridimensionali. Come ho detto nel mio profilo di Facebook, questo è uno dei migliori romanzi Dark Romance letti finora, e lo consiglio a tutti gli amanti del genere.

Vi saluto con una citazione tratta da questo libro:
“She’s more than a distraction to me. She’s a knife wound. A gunshot. A burn across every inch of my skin, making me weak.”
(Stone)


xoxo,
Giada

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