giovedì 23 marzo 2017

RECENSIONE de Il sentiero della perdizione di Tiziana Iaccarino

Buona sera, bloggers e lettori! Ieri era il compleanno del blog e doveva essere anche il giorno della mia laurea, il mio giorno. Un giorno che non ho potuto celebrare a causa di un parziale (l'ultimo parziale) di spagnolo della mia carriera universitaria. Ero davvero molto triste e nemmeno comprare libri mi ha tirato su il morale. Oggi mi sento "benino", non sto proprio al massimo ma nemmeno come ieri.

PREMESSA
Ho ripreso a leggere in italiano dopo una settimana passata a leggere solo libri in inglese, ho deciso di leggere il seguito di "Come miele sul cuore", un romanzo che mi aveva conquistata. Questo sequel mi è piaciuto abbastanza, ma non posso dire di esserne totalmente soddisfatta. Ho trovato molti elementi che mi hanno rallentato un po' la lettura, troverete una spiegazione esaustiva a tutto ciò nella recensione.

TRAMA (da Goodreads)
Dopo essere stato abbandonato dalla moglie Isabel, in luna di miele, August Lettieri si lascia andare alla disperazione e alla rassegnazione, al dolore e alla solitudine di una vita destinata all'infelicità, fino al momento in cui un nuovo incontro con la sola donna che abbia mai amato, sembra in grado di scatenare l'inferno.
L'inizio della fine o la possibilità di conquistare davvero il cuore della ragazza?
Isabel ha iniziato a lavorare come cameriera in un pub di Miami dove vive con Darrell ma, quando rivede suo marito, tutto cambia improvvisamente.
Un appuntamento qualunque diventa la premessa per un equivoco e la passione più devastante sembra andare di pari passo con la paura di amare, nel momento in cui deve di nuovo scegliere tra due uomini ed è innanzi a un bivio.
Quale sarà il sentiero da percorrere per evitare la perdizione al suo corpo e alla sua anima?

Qualcosa deve ancora accadere nella loro vita, prima che sia troppo tardi, anche se la scelta definitiva diventa la chiave di accesso a un segreto che porterà il colpo di scena finale.

“Il sentiero della perdizione” è un romanzo nel quale il tormento e la passione di un triangolo amoroso senza regole possono stravolgere completamente l'idea che avevamo dell'amore.

Per contattare l'autrice.
Sito: www.tizianaiaccarino.com
E-mail: tiziana.iaccarino@gmail.com

RECENSIONE
"Il sentiero della perdizione" riprende dove "Come miele sul cuore" era terminato: con Isabel che abbandonava suo marito durante la luna di miele per il tuttofare del resort delle Cayman di cui si era innamorata, Darrell. Confesso che se nel primo romanzo vedevo August come un uomo avanti con l'età che voleva una donna più giovane e Darrell come il vero amore, quello folle e che ti fa compiere pazzie; in questo romanzo le mie prospettive si sono totalmente ribaltate. Isabel ora convive con il suo amante a Miami, lavora in un pub gestito da un amico del ragazzo e conduce una vita ordinaria, distante anni luce da quella che avrebbe potuto condurre se fosse rimasta con August. August, dal canto suo, è distrutto dall'allontanamento della moglie, odia (con tutti i suoi buoni motivi) Darrell e vorrebbe solo costruirsi una famiglia con la sua donna. Quando riesce a rintracciare Isabel, le propone un pranzo. Un pranzo che cambierà per sempre gli equilibri tra lei e Darrell. Isabel si ritrova così di nuovo a dover scegliere tra un amore spensierato, passionale e travolgente come quello di Darrell e la stabilità economica rappresentata da August, perché non dimentichiamo che August ha salvato l'impresa della famiglia di Isabel dalla bancarotta alla morte di suo padre. 

Isabel è una ragazza di vent'anni dolce, genuina e ingenua. Spesso la vediamo prendere una decisione e dopo cedere, specie se si tratta di Darrell, la cui brama di possederla è totalizzante. Tuttavia è una brava ragazza, e non la può biasimare per le sue scelte, penso che anch'io, se fossi stata al suo posto, sarei scappata con un ragazzo della mia età invece di rimanere con l'uomo di quarant'anni. Durante la lettura c'erano dei momenti in cui la sua ingenuità mi infastidiva un po', ma dopo provavo a mettermi nei suoi panni e questo leggero fastidio veniva sostituito dalla consapevolezza che anche io al suo posto avrei fatto le stesse cose. Il Darrell che incontriamo in questo romanzo è persino più focoso e passionale di quello che abbiamo incontrato in "Come miele sul cuore", però l'autrice ci mostra anche dei lati del suo carattere che non sono poi così piacevoli e che lui non è come appare. August, se nel primo romanzo ci appariva come un uomo ricco che voleva avere una donna giovane al suo fianco, scopriamo che è davvero molto innamorato di Isabel e la vuole solo per sé ed è disposto anche ad un confronto con i due amanti pur di mettere fine in modo definitivo alla loro storia. Ne "Il sentiero della perdizione" incontriamo anche dei personaggi minori, come Geena e Matt (i proprietari del pub dove Isabel lavora), Veronika (l'ex ragazza di Darrell) e Rosalba (la madre di Isabel). Rosalba è uno dei personaggi che più hanno influito in entrambi i romanzi, poiché è stato grazie alla sua idea di andare con Isabel in crociera che lei e August si sono conosciuti ed è sempre lei, nel secondo romanzo, che si arrabbia con Isabel per la sua decisione di vivere con Darrell e allontanarsi da suo marito. 

Cosa farà Isabel? Sceglierà l'amore passionale o la stabilità economica?

L'ho scritto anche su Goodreads e lo dirò anche qui, una delle ragioni principali per cui ho abbassato il voto è stata la ripetizione continua del termine "innanzi" in buona parte del romanzo, un termine così ricorrente che mi sono chiesta perché non ci fosse un suo sinonimo. Questo continuo uso di "innanzi" ha reso la lettura a tratti pesante. Ho riscontrato una serie di refusi non gravi nella prima parte del romanzo, per lo più errori di distrazione che errori. Mi è piaciuto questo romanzo, indubbiamente. Ma un'altra revisione l'avrebbe reso a mio avviso perfetto, perché esso presentava già delle ottime caratteristiche e dei colpi di scena che hanno reso la trama intrigante. 

Vi saluto con due citazioni tratte da questo romanzo, che vi consiglio se avete letto "Come miele sul cuore" e vi state chiedendo cosa sarà successo ad Isabel, August e Darrell:
"Per quanto l'amore di un uomo possa risultare forte e assoluto verso una donna, non potrà mai davvero accettare e superare determinate prove. 
L'amore non è un gioco con il quale passare il tempo quando si è annoiati, così come i sentimenti non possono essere considerati solo un'occasione di svago."
(Isabel)

"Se mi qualcuno, non lo colpisci nel suo punto più debole e al momento più inatteso, lì dove sai di far male in modo bieco e infame, su una strada di non ritorno."
(August)

xoxo,
Giada

lunedì 20 marzo 2017

RECENSIONE de La Rosa e Il Deserto di Lorenza Bartolini

Buon pomeriggio, bloggers e lettori! Oggi alle tre ho finito il romanzo di Lorenza Bartolini, un fantasy con elementi romance molto molto bello, che mi ha fatto desiderare di aver già comprato il seguito per poterlo leggere.

PREMESSA
Ho passato una settimana a leggere romanzi in inglese e non trovavo romanzi italiani che mi coinvolgessero, perciò ho deciso di iniziare "La Rosa e il Deserto" di Lorenza Bartolini perché, dopo tanti romanzi dark, avevo bisogno di un bel fantasy per staccare. Beh, questo romanzo si è rivelato veramente piacevole e scorrevole e più volte ho dovuto fermarmi per non finirlo subito. Ho voluto godermi la lettura del libro rallentando un po' la lettura :)

TRAMA (da Goodreads)
Marylya, bella e vivace principessa del Regno del Nord, deve mettere da parte la sua innata voglia di libertà ed accettare di sposare Mikelle, il principe del Regno del Sud, per rafforzare l'oramai duratura pace tra i due popoli, dopo un passato di sanguinosi conflitti. Il giovane però si rivela spietato e insensibile nei confronti della sposa, e, come se non bastasse, la sorella di Mikelle, Sadyoh, non tarda a mostrare tutta la sua ostilità e antipatia verso Marylya. L'unico ad esserle amico e pronto a sostenerla è Meros, fratellastro di Mikelle, che al fianco della principessa si troverà ad affrontare una battaglia dall'alta posta in gioco: la riconquista della pace tra i Regni.

RECENSIONE
Tanto tempo fa, due regni (il Regno del Nord e il Regno del Sud) si sono fatti una guerra e hanno proseguito per anni a uccidersi a vicenda per secoli. Ora, per assicurarsi rifornimenti di legname e imbarcazioni, il re Ludvik III ha deciso di dare in sposa la sua bellissima e vivace figlia minore, Marylya Rhood, al principe Mikelle del Regno del Sud. Il matrimonio combinato sta stretto a Marylya, che si oppone con tutte le sue forze a esso, non frequentando le lezioni di storia e cultura e non comportandosi come una principessa. Sì, Marylya non è la classica principessa. E' prima una ragazzina, poi una ragazza e infine una donna che si oppone allo strapotere maschile e alla società patriarcale in cui vive, alla ricerca del vero amore e della libertà che le manca. Marylya infatti è ricchissima, ma vive in una prigione dorata in cui non può realizzare nemmeno i suoi desideri più basilari. Al suo fianco ci sono la sorella maggiore Selenia, una stupenda e aggraziata fanciulla che si sposerà con l'uomo designato da suo padre e i gemelli Kieene (o Kienne?) e Moraw. Ecco, per quanto riguarda il nome del fratelli sono davvero confusa. All'inizio del romanzo ci viene detto che uno dei fratelli gemelli si chiama Kieene, poi proseguendo la lettura il nome diventa Kienne e infine ritorna Kieene. Io non so quale sia il suo nome. Man a mano che si prosegue nella lettura, veniamo a conoscenza degli uomini e delle donne del popolo del Sud, tra cui Mikelle (tanto bello quanto perfido), Meros (il fratellastro di Mikelle e uomo dal cuore buono), Sadyoh (la perfida sorella di Mikelle e Meros) e le guerriere Maya e Zulika. Le culture e le tradizioni di entrambi i popoli sono descritti molto bene, tanto che ci sembra di aver varcato la soglia di un altro universo e di vivere in quello dei personaggi. Anche la cosmogonia di entrambi i Regni è molto interessante e l'ho trovata be costruita. Cosa succederà? Marylya accetterà di sposare Mikelle pur non amandolo? E cosa farà Rhys, il suo migliore amico e soldato, la difenderà o verrà ucciso nel tentativo di salvarla? Per scoprirlo dovrete leggere questo bellissimo romanzo. 

Ho trovato la costruzione dei due Regni molto ben fatta, come ho trovato la cosmogonia di entrambe le popolazioni non solo molto interessante ma geniale. La costruzione psicologica dei personaggi mostra lo sviluppo che questi compiono dall'inizio del romanzo alla fine, vediamo Marylya crescere e diventare una donna badass (una donna che non si fa mettere i piedi in testa da nessuno), Mikelle comportarsi da antagonista malvagio per poi venire sostituito, dopo un certo punto, dall'ancora più perfida Sadyoh; vediamo Rhys crescere e maturare, conoscere l'amore dopo l'esilio forzato da parte del re Ludvik III, vediamo Meros prendere coscienza di sé e del suo ruolo e accoglierlo con responsabilità e coraggio, vediamo Maya innamorarsi e perdere un po' della sua scorza dura di guerriera. Dei personaggi indimenticabili. E a proposito dei personaggi, purtroppo devo dire che il continuo cambio di nome di Kieene (o Kienne) è stato uno dei motivi per cui ho dato 4-, insieme al continuo uso di avverbi in -mente che a tratti rallentavano la lettura e a refusi di vario tipo (come guancie). Tuttavia il romanzo è davvero molto buono e merita le quattro stelline per la sua originalità e freschezza. Non è il classico epic fantasy, ma non è nemmeno un paranormal fantasy, è un fantasy con elementi romance che si intrecciano perfettamente al contesto della storia, ricordando al lettore qual era la pratica che si svolgeva anche in Europa nel Medioevo: quella di stringere patti con gli alleati e di legare le famiglie più potenti attraverso matrimoni pianificati.

Vi saluto con una citazione tratta da questo romanzo che vi stra consiglio, se amate il fantasy in ogni sua sfumatura come me:
"L'orgoglio a volte gioca brutti scherzi e solo il tempo e il perdono sistemano le cose."
(Marylya Rhood)

xoxo,
Giada

venerdì 17 marzo 2017

RECENSIONE di Requiem di Lauren E. Rico/ Review of Requiem by Lauren E. Rico

Buon pomeriggio, bloggers e lettori! Oggi ho una marea di cose da fare, ma non potevo non rendervi partecipi della mia ultima lettura americana, "Requiem" è il romanzo che conclude la trilogia di "Reverie" di Lauren E. Rico. Una trilogia bellissima che consiglio a tutti voi.

PREMESSA
Non ho mai letto un'intera trilogia in una settimana e questa è la prima volta che mi capita. Devo ringraziare Netgalley per avermi permesso di leggerla. Inoltre, "Requiem" è stato pubblicato proprio oggi su Amazon e l'autrice si è superata in questo libro. Cinque stelline super meritate per un finale adrenalinico.

TRAMA (da Goodreads)
Matthew e Julia Ayers sono finalmente felici, hanno preso una nuova casa dove vivono con il loro bimbo e hanno una carriera musicale florida. E con Jeremy Corrigan che suona in un'orchestra che si trova nel bel mezzo degli Stati Uniti, dopo tanto tempo provano un senso di pace e sicurezza. Ed è esattamente su questo che Jeremy conta. 

Furioso per essersi ritrovato in una situazione compromettente, Jeremy decide di convogliare le sue energie per distruggere la vita delle persone che hanno reso la sua carriera così instabile. Fedele al suo motto "C'è arte nel distruggere una vita", decide freddo di rovinare la vita di coloro che l'hanno tradito.

Nessuno è al sicuro dalla sua rabbia.

L'eterna lotta tra il bene e il male avrà orribile conseguenze in REQUIEM.

RECENSIONE
Wow! Ho adorato da morire questo libro, dove finalmente c'è lo scontro finale tra Matthew, Maggie, Julia e Brett e Jeremy. Secondo me è il migliore di tutta la saga, non solo perché finalmente conosciamo la backstory della madre dei fratelli Corrigan, Trudy, ma anche perché finalmente Jeremy dovrà affrontare le conseguenze delle sue azioni. Il romanzo inizia con Danny, il padre dei fratelli Corrigan, che sta avendo un attacco di cuore e Jeremy che lo osserva senza fare niente. Jeremy in questo romanzo è ancora più oscuro e malvagio di quanto non lo fosse in "Rhapsody" e la freddezza con cui decide di uccidere Julia e persino suo figlio David mi hanno lasciata senza parole. Questo libro ha un ritmo incalzante, man a mano che si prosegue nella lettura, scopriamo che Jeremy è stato cacciato dalla Filarmonica di Detroit per avere progettato di occupare la prima sedia come corno francese nell'orchestra, che era stata assegnata ad una ragazza molto fragile. Jeremy è anche furioso perché i suoi genitori hanno deciso di escluderlo dal testamento, perché suo fratello ha deciso di escluderlo dal suo matrimonio e perché è andato a vivere con Maggie, abbandonandolo. In un climax crescente che si sviluppa di libro in libro, vediamo l'oscurità avvolgere sempre di più Jeremy, fino a renderlo parte di essa in "Requiem". Già dalla sinossi si presume che ci sia una morte, ma io l'avevo intuito sin dal titolo, perché "Requiem" mi ha ricordato la Sonata di Mozart "Requiem for a Dream". Quindi sì, qualcuno morirà in questo romanzo. Sta a voi scoprirlo, però. 

Ho amato lo sviluppo dei personaggi e in particolar modo quello di Julia, che da ragazza timida e insicura, grazie alla maternità diventa una donna coraggiosa e sicura di sé. E' uno dei personaggi meglio riusciti del romanzo. Da ragazza ingenua e timida diventa una leonessa che farebbe di tutto per proteggere suo figlio. Jeremy invece, come vi dicevo, è sempre più oscuro e malvagio, tanto che decide di rapire Julia e di picchiarla fino quasi a ucciderla, perché Jeremy vuole far soffrire Matthew e l'unico modo per farlo è picchiare brutalmente Julia. Grazie a questo romanzo possiamo conoscere meglio Trudy Corrigan, una donna che viene anch'essa da una famiglia disfunzionale e nella quale, a quanto pare, ha avuto origine il gene della pazzia e della sociopatia. Una linea di sangue che culmina con Jeremy. Mi sono accorta, mentre leggevo, che anche qui è stato un climax, un crescendo di relazioni di sangue che hanno portato Jeremy a essere così, sembra quasi che la malvagità sia insita nei Corrigan. Solo l'amore può estirpare definitamente la cattiveria, come è successo con Brett. Spero solo che, se l'autrice decidesse di fare un sequel su David, che non lo renda come suo padre, suo nonno e il suo bisononno. Ho bisogno di una rassicurazione >.<

La struttura del romanzo presenta quattro parti, in cui però ci sono capitoli alternati descritti dal POV dei personaggi (Julia, Matthew, Brett, Jeremy e Trudy) e un doppio epilogo, che ci presenta un doppio punto di vista, ovvero quello di Julia e quello di Trudy. 

La battaglia finale tra il bene e il male è iniziata. Chi vincerà? Chi perderà? Chi morirà?

Vi saluto con una citazione tratta da questo bellissimo romanzo che vi straconsiglio:
"“I used to be painfully shy, hiding in the shadows. I used to be silent, watching as the rest of the world went by. I used to be scared scurrying from place to place, like a tiny mouse, praying not to be seen. I used to be lonely and lost and confused. But I am none of those things anymore, and I haven’t been for some time.”
(Julia James Ayers)"


xoxo,
Giada

martedì 14 marzo 2017

RECENSIONE di Rhapsody di Lauren E. Rico/ Review of Rhapsody by Lauren E. Rico

Buon pomeriggio, bloggers e lettori! Oggi ho avuto una giornata a dir poco lunga, e non è ancora finita, ho ancora molto da fare prima di andare a letto stasera xD Ad ogni modo, ho provato a leggere il libro in italiano che avevo, ma non mi piaceva e lo trovavo noioso; perciò ho deciso che invece di sforzarmi di leggere un libro che non mi piacesse e magari a causa di questo dare un voto basso, ho deciso di continuare a leggere in lingua.

PREMESSA
Non è periodo per leggere Francisco de Lys, sorry. A primo impatto sembrava un romanzo molto bello, ma dopo quasi cento pagine l'ho mollato perché estremamente noioso. Ecco perché ho deciso di continuare con la lettura dei romanzi in inglese che ho ricevuto da Netgalley ed ecco perché oggi voi potrete leggere la recensione di Rhapsody di Lauren E. Rico, il sequel di Reverie. L'ho finito in due giorni. Cioè, non so cos'ho ultimamente, leggo più in fretta libri in lingua straniera che quelli in italiano O__O

TRAMA (da Goodreads)
La bravissima violoncellista Julia James ha iniziato una nuova vita - felicemente sposata e in attesa del suo primo figlio. Finalmente ha ottenuto la vita che sognava ed è in grado di lasciarsi il passato alle spalle.



Il passato, però, non ha ancora chiuso con Julia.

Vantandosi per aver vinto la medaglia d'oro alla Kreisler International Music Competition, Jeremy Corrigan è sorpreso di ritrovare la sua reputazione a pezzi, insieme ai suoi piani di fama e ricchezza. Ma Jeremy non è il tipo di persona in grado di tollerare il fallimento. 

Una volta aver scoperto che Julia e suo marito sono la causa principale dei suoi problemi, non c'è niente che lui non farebbe per riacquistare il controllo del suo destino... e del loro. 

Amore, redenzione e tradimento si scontrano in questo dark romance, RHAPSODY.

RECENSIONE
Adoro i libri di Lauren E. Rico, non sono mai scontati e non ci trovi mai le solite cose che troveresti in un dark romance. Almeno, io non ho trovato le stesse cose che ho letto nei dark romance italiani. Trovo geniale l'idea di calare il dark romance nell'ambiente musicale, perché è originale. Questo libro è il seguito di "Reverie" ed esso continua dove "Reverie" era finito: con Julia e Matthew che abbandonano New York e si trasferiscono a Long Island per proteggersi da Jeremy. Ma in mezzo a tutto questo dolore e a tutta questa sofferenza, scopriamo anche che Julia e Matthew si sono sposati e che Matthew ha deciso di allevare come suo il figlio di Jeremy. Vi ho già detto che amavo Matthew? Ecco, lo amo, amo da morire il suo personaggio. Matthew è sempre stato il migliore amico di Julia, l'aveva avvertita di stare alla larga da Jeremy, ma si sa, l'amore può rendere ciechi e questo è ciò che è successo a Julia nel primo romanzo. Matthew qui non è sicuro che Julia sia davvero innamorata di lui, teme che provi ancora dei sentimenti per Jeremy e teme di averla forzata a fare le cose troppo in fretta con il matrimonio, la luna di miele, la casa nuova e il bambino. Ciò che Matthew non sa è che Julia non prova più nulla per Jeremy, solo paura e timore. Nel frattempo, ci vengono introdotti i nuovi personaggi di Maggie e Miranda Collins, quest'ultima svolge solo il ruolo di comparsa. Maggie Collins è un'assistente sociale che salva Brett dopo un incidente, e da quel momento in avanti, la sua vita non sarà più la stessa, perché Brett non solo vuole rigraziarla, ma vorrebbe anche uscire con lei. I loro primi appuntamenti non vanno molto bene, ma una volta aver preso il via, Maggie e Brett sono una coppia inseparabile. Jeremy intanto ritorna dalla sua tournée in Europa, che è stata un vero fiasco perché gli europei sono venuti a sapere delle chiacchiere che lo riguardano e che lo vogliono l'assassino di Cal Burridge. Jeremy sa benissimo di chi è la colpa e sta già pianificando di farla pagare a Julia e Matthew. Cosa succederà in Rhapsody? Jeremy avrà finalmente la sua vendetta? Jeremy ucciderà Julia e suo figlio? Brett ucciderà Jeremy? Lo scoprirete solo leggendo.

Ho amato moltissimo il cambiamento di Brett Corrigan per opera di Maggie, perché lei è riuscita a tirare fuori il vero Brett e a fargli capire cosa lui voglia davvero dalla sua vita. Brett non mi piaceva nel primo romanzo, lo trovavo silenzioso, schivo e cattivo a modo suo; invece in questo romanzo mi sono dovuta ricredere, perché sotto quella patina di indifferenza e cattiveria, c'è un ragazzo buono a cui sono state fatte tante cattiverie e che è stato usato, come tutti del resto, come una pedina da Jeremy. Ultima cosa: ho odiato tantissimo i genitori dei Corrigan, perché sapevano che Jeremy era un sociopatico e non hanno fatto niente pur di fermarlo. Avrebbero potuto fare tanto, invece hanno preferito rimanere in Illinois a non far niente. Ecco, io non accetto questo modo di agire. Non hanno preso una posizione come la badass che è Maggie, no, hanno preferito rimanere in silenzio e zitti mentre Jeremy faceva il brutto e il cattivo tempo con chi e con cosa voleva. 

Vi saluto con una citazione tratta da questo bellissimo romanzo che vi straconsiglio, se leggete in lingua. Vi terrà col fiato sospeso e vi spingerà a fare le due di notte per scoprire come finisce. Io l'ho finito all'una di notte come l'altro.
"They say you can't outrun your past, no matter how fast you go. I press on the gas pedal a little harder anyway. Time to find out if the past can outrun me."
(Brett Corrigan)

xoxo,
Giada


giovedì 9 marzo 2017

RECENSIONE di Reverie di Lauren E. Rico/ REVIEW of Reverie by Lauren E. Rico

Buon giorno, bloggers e lettori! Ieri notte a l'una ho finito questo meraviglioso ed emozionante romanzo che ho potuto leggere grazie a Netgalley. Io sarò infinitamente grata all'editore per avermelo inviato, perché l'ho adorato. Buona lettura!

PREMESSA
Mi sono iscritta su Netgalley più di due mesi fa, ma non ho mai richiesto libri da leggere. In tre giorni ora ho recuperato alla grande, e ho una lista di letture in lingua da far paura xD Ad ogni modo, ho scelto di iniziare con Reverie perché la copertina e la trama di questo romanzo mi hanno attratto sin dal principio, inoltre ho anche gli altri romanzi della trilogia da leggere, quindi state in campana! Presto arriveranno anche le recensioni di quei libri!

Voglio anche dirvi che il titolo, "Reverie" si riferisce ad un abbandono totale ad una fantasticheria, qui troverete la definizione del termine, estrapolata dal sito Spiweb (Società Psicoanalitica Italiana):
La parola "rêverie" , importata dal francese, è usata in italiano - soprattutto nel linguaggio della critica letteraria e musicale - con il significato di fantasticheria: sia come condizione di chi si abbandona al fantasticare sia come prodotto che è espressione di questo stato (Vocabolario Treccani online).

Nella psicoanalisi francese "rêverie" traduce (in alternativa a "rêve diurne") i termini tedeschi "Tagtraum" e "Träumerei", con cui Freud denomina il sogno a occhi aperti (o sogno diurno) e la fantasticheria. In inglese le parole corrispondenti sono "daydream"e "reverie" (senza accento circonflesso).


Con queste premesse, il romanzo non poteva che essere una lettura al cardiopalma, uno di quei romanzi da cui non ti saresti staccata fino a quando non avresti saputo come sarebbero finite le cose. I miei istinti hanno fatto centro anche stavolta, perché il libro si è rivelato essere interessante come mi ero aspettata. 


TRAMA (da Goodreads)
Julia James ha passato gran parte della sua vita a nascondersi. Per lei, il violoncello era l'unico modo per superare l'infernale infanzia. Sebbene sia una dei migliori violoncellisti della città, e in gara per la più prestigiosa e rischiosa competizione di musica nel mondo, spera che nessuno si accorga di lei. Ma qualcuno lo fa.
Un incontro casuale (lo è davvero?) la porta all'attenzione del sexy e carismatico suonatore di Corno Francese, Jeremy Corrigan. Man a mano che lui l'aiuta a sfruttare a piene mani il suo talento, la sua sessualità e il suo passato, Julia pensa che finalmente sia giunto per lei il momento del "per sempre felici e contenti"
Sfortunatamente, la felicità non sarà "per sempre" per Julia.

Il confine tra amore e ossessione è labile in Reverie.

RECENSIONE
Questo romanzo è stata una vera e propria montagna russa di emozioni, sono passata dall'essere felice per Julia e Jeremy, ad odiare Jeremy dal profondo del mio cuore e a sperare che lei si mettesse con Matthew Ayers. Julia è una ragazza timida e riservata, che studia a New York alla McInn Conservatory of Music. La sua vita procede con tranquillità, mentre si divide tra le prove per la gara del Kreisler, la più importante competizione musicale internazionale, e tra il suo migliore amico Matthew Ayers. Julia viene da una famiglia disfunzionale: sua mamma l'ha abbandonata quando aveva cinque anni, mentre suo papà, da quando lei se n'è andata, ha iniziato a picchiarla e ad abusare di lei. Grazie ad una maestra delle elementari, è stata affidata ad una casa famiglia, dove ha conosciuto Matthew. Il passato oscuro e doloroso di Julia l'ha resa la ragazza che è oggi, una ragazza bisognosa d'affetto e di approvazione da parte degli altri, caratteristiche che all'apparenza la rendono debole, ma che invece non fanno altro che mostrare quanto sensibile lei sia. Matthew Ayers ha perso i suoi genitori in un incidente in barca, ma grazie all'ingente somma di denaro che gli hanno lasciato, può vivere senza grossi problemi in uno degli appartamenti vicino alla scuola di musica. Mattew non ha mai nascosto i suoi sentimenti a Julia, è andato avanti per anni a dirle che era innamorato di lei, mentre lei lo rifiutava. Le cose cambiano del tutto quando incontra per caso Jeremy Corrigan, il ragazzo sexy e carismatico che ha tutte le ragazze ai suoi piedi, nel diner dove va dopo aver fatto le prove con il violoncello. Jeremy all'apparenza è un ragazzo gentile, sexy e appare agli occhi di tutte le ragazze della scuola come l'uomo alpha che tutte vorrebbero nel loro letto. Soltanto man a mano che la storia si sviluppa, conosciamo un Jeremy psicopatico, sociopatico, oscuro fino al midollo. L'obbiettivo di Jeremy infatti è quello di vincere la medaglia d'oro alla Gara Kreisler e per ottenerla è disposto a tutto, a minacciare la giudice con la quale è stato a letto, a picchiare Julia e minare la sua autostima, a uccidere il povero Cal per prendere il suo posto nel Kreisler. Jeremy così passa da essere il ragazzo attento e premuroso a un killer senza il minimo senso di empatia che è disposto a uccidere per ottenere ciò che vuole. Ultimo, ma non meno importante è Brett, il fratello maggiore di Jeremy e oggetto delle sue malefatte sin dall'infanzia. I due infatti hanno stretto un patto: Jeremy farà tutto ciò che vuole con chiunque, a patto che Brett non s'immischi. Così i due vivono insieme, ma conducono due vite separate. Se all'inizio ho quasi detestato Julia e il suo ostinarsi a non vedere la realtà, devo dire che alla fine l'ho amata come personaggio. Matthew ha sempre avuto un posto speciale nel mio cuore, perché è quel ragazzo relegato alla friendzone il cui unico pensiero è la salute e la felicità di Julia, cose a cui Jeremy non da molta importanza e che mira a distruggere. L'amore spesso acceca le persone, che non si rendono subito conto delle persone malvagie che stanno al loro fianco, e questa è l'impressione che mi ha dato Julia per gran parte del libro, a volte avrei voluto prenderla per le spalle e scuoterla per farle aprire gli occhi. L'omicidio di Cal getta l'ombra del sospetto su Jeremy, e Matthew riuscirà a scoprire che entrambe le cose sono collegate. Cosa faranno? Come agiranno? Matthew vuole solo proteggere Julia, ma per farlo dovrò affrontare un'ultima volta quello psicopatico di Jeremy affinché la storia sia chiusa definitvamente... oppure no? Il finale a cliffhanger dal POV di Brett ci fa presumere che Jeremy non si fermerà fino a quando non otterrà la sua vendetta.

Ho amato molto questo libro, per la ricchezza dei colpi di scena e della suspense presente ad ogni capitolo, infatti per ognuno di essi non sai mai cosa aspettarti, come agiranno i personaggi perché è chiaro come il sole che ogni azione di essi è una diretta conseguenza delle manipolazioni di Jeremy. Un romanzo ricco di tensione, tensione che diventa quasi palpabile man a mano che vediamo Julia rendersi conto di che razza di persona sia Jeremy. Il POV alternato che struttura il romanzo in tre parti separate (Julia, Jeremy, Julia + parte speciale dell'epilogo dal POV di Brett) ci permette di conoscere meglio i pensieri dei personaggi. Quando arriviamo al capitolo di Jeremy, il titolo principale è Manifesto, un manifesto in cui lui spiega cosa e come fare per distruggere la vita di una persona. Inutile dire che già dal 30% avevo intuito che persona orribile lui fosse, ma vederlo messo nero su bianco me l'ha fatto odiare ancora di più. Per contro, ho potuto apprezzare ancora di più la dolcezza e la tenerezza di Matthew Ayers.

Sebbene io l'abbia amato, a tratti l'ho trovato eccessivamente ripetitivo, spesso nei capitoli vengono usati gli stessi termini per indicare sentimenti e/o azioni che potrebbero essere espressi con sinonimi. Penso che un altro giro di revisione avrebbe reso questo romanzo perfetto, perché ora come ora si avvicina alla perfezione.

Vi consiglio questo romanzo eccitante e stupendo che ha come sfondo la musica classica e degli studenti di quest'ultima, in competizione per la medaglia d'oro del Kreisler.
"Handsome, great in bed, an amazing musician and he cooks? I think I've died and gone to heaven."
(Julia)


xoxo,
Giada

lunedì 6 marzo 2017

RECENSIONE di Per Addestrarti di Chiara Cilli

Buon pomeriggio, bloggers e lettori! Sono ancora sotto shock, non ho mai finito di leggere un libro di 300 pagine in un giorno e mezzo, per me è un evento da celebrare perché di solito ci metto al massimo tre giorni per leggere un libro con quella quantità di pagine... Festeggiate insieme a me! xD Scherzi a parte, questo libro è stata la ri-conferma di quanto Chiara Cilli sia brava. Buona lettura!

PREMESSA
Avevo appena finito di leggere un romanzo storico che mi ha molto delusa, perciò avevo bisogno di leggere qualcosa di molto forte per cambiare aria. Ho scelto di leggere l'ultimo romanzo della serie Blood Bonds soprattutto perché ho schivato tutti gli spoiler finora, e anche perché morivo dalla curiosità di leggere del piccolino di casa Lamaze. Come Chiara ci aveva anticipato, gli #Andyia saranno il love della serie, temo anche il solo, perché ho la netta sensazione che Armand Lamaze sia controllato e stentoreo, ma che nasconda un'oscurità persino peggiore di quella di André e Henri. Questo è un romanzo imperdibile, ve lo dico sin d'ora, è un romanzo che amerete alla follia.

TRAMA (da Goodreads)
Credevo di sapere chi fossi. Cosa fossi.
Credevo di non avere più scampo, che la mia resistenza fosse ormai giunta al termine.

Poi ho sentito la sua voce pronunciare il mio nome.
Poi i suoi occhi hanno risposto al richiamo dei miei.

Non ha paura di me. Si avvicina. Mi parla. Mi tocca come se le appartenessi. È folle.
Lui è l’unica chance che ho per restare viva. Devo far sì che gli importi di me. Che sia lui ad avvicinarsi.

Ma non riesco a starle lontano.
Ma gli basta sfiorarmi perché perda di vista l’obiettivo.

L’arrivo della Regina è vicino.
Dovrò scegliere.

La sottomissione.
O la lama di André Lamaze.

Qualunque sia la sua decisione, finalmente dirò addio alla mia piccola rossa.

Dark Contemporary Romance
Questo romanzo contiene situazioni inquietanti, scene violente e omicidi. Non adatto a persone suscettibili ai temi trattati. +18

RECENSIONE
Sono senza parole e provo un tumulto di emozioni dentro di me, un fiume in piena non renderebbe a pieno l'idea di come mi sento; forse un tornado che si abbatte sulle case di legno americane forse si avvicina di più al mio stato attuale. OH MY GOD! E' così difficile trovare le parole quando sai di aver letto un ottimo dark romance...Mai e dico mai ho letto un romanzo di 300 pagine in un giorno e mezzo, magari tra di voi ci sono lettori più veloci di me, ma per me questa è una conquista vera e propria, che sottolinea ancora una volta la bravura di Chiara Cilli. Certi romanzi sono così coinvolgenti da entrarti sotto pelle e sconvolgere il tuo piccolo universo con le vicende dei loro protagonisti, bene, "Per Addestrarti" è stato questo per me. 

In "Per Addestrarti" conosciamo in modo più approfondito il piccolo di casa Lamaze, André. André è scocciato e irritato perché la merce che deve consegnare alla Regina di Véres (Nadyia Volkov) è insubordinata e non vuole sottomettersi a lui. Motivo per cui ha deciso di tenerla più tempo nel suo castello vicino ai Carpazi, per farla cedere, per far crollare la sua indomita sicurezza e distruggere il suo coraggio. Di Nadyia Volkov sappiamo pochissimo, a volte veniamo a conoscenza del suo passato tramite i ricordi della stessa, ma una cosa spicca forte, intensa e prepotente durante tutta la lettura del romanzo: il legame violento, trascendentale e innegabile che si è instaurato tra lei e André. Un legame molto diverso da quello che c'era tra Henri e Aleksandra Nikolayev. Un legame che ci dimostra che anche lui ha un cuore, sebbene sia nascosto sotto strati e strati di duro ghiaccio. Nadyia ha deciso di stringere un patto con André: se lui la addestrerà, lei non si opporrà quando verrà valutata dalla Regina, che deciderà del suo futuro, così come anche della sua vita ed eventuale morte. André ingaggia una lotta personale contro i demoni del suo passato, presentandoci un bambino spaventato che è costretto a subire i pestaggi e gli insulti degli amici di suo padre, e la sua ancora di salvezza diventa proprio la sua rossa. Il loro rapporto non è idilliaco, voglio dire, non aspettatevi rose, cuori e amore nel senso tradizionale del termine, perché non lo troverete. Spesso i due si punzecchieranno, litigheranno e se le daranno di santa ragione, e durante una di queste lotte Nadyia dimostrerà la sua abilità come combattente, grazie anche al suo passato di ginnasta. Il loro amore, ostacolato in ogni modo dalla Regina di Véres, porterà più volte i due a fronteggiarsi con la Morte. Ma la Morte qui non si presenta in modo tradizionale, il Nero Mietitore è rappresentato dalla bellissima quanto letale Neela Sărapova. Un amore corrisposto, che però rischia di portare entrambi alla morte. Cosa farà André Lamaze? Combatterà per la piccola rossa oppure rimarrà fedele al patto stretto tra le tre casate di Véres? Per scoprirlo dovrete immergervi nella lettura. 

Ho aspettato, insieme alle altre Bad Girls, per molto tempo per questo romanzo e non vi dico i salti di gioia che ho fatto quando quest'ultimo è arrivato nel mio Kindle. Chiara è una conferma. Io adoro il suo stile preciso, intenso, duro. Ho amato molto il fatto che la disposizione grafica delle frasi rispecchiasse quanto stava accadendo nel libro, voglio dire, quando Nayia rischia di venire annegata nel bagno da Hanna, la disposizione delle parole, che vengono messe a capo, rende l'idea della persona che sta per annegare. Oddio, spero di essermi spiegata! Le atmosfere qui si fanno ancora più cupe, perché entriamo nel mondo di Neela Sărapova  e nel suo mondo, non appena viene acquistata diventi sua e nessuno ti può più toccare o guardare senza il suo consenso. Se André ama Nadyia, lei muore. E' un amore che condanna entrambi alla morte, quindi un amore che non può realizzarsi, ma che trova di tanto in tanto degli sbocchi quando i due vanno per la prima volta a letto insieme o quando si strusciano. 

Un romanzo coinvolgente, una scrittura decisa e graffiante, due personaggi tormentati e oscuri. Un romanzo indimenticabile. Amerete gli Andyia e soffrirete con loro, perché non si può rimanere indifferenti all'amore corrisposto che non può trovare la propria realizzazione e che ha come unica e principale conseguenza la morte. Il POV alternato di André e Nadyia completa il quadro, permettendo al lettore di entrare nella testa dei personaggi, di amare e di soffrire con loro. 

Vi saluto con una citazione tratta da questo bellissimo romanzo:
"Non c'era luce nelle tenebre in cui vivevo. Non poteva. C'era solo il dolore, l'oblio, la violenza, il sangue.
Ne eravamo sporchi.
Tutti."
(Nadyia)

xoxo,
Giada

sabato 4 marzo 2017

RECENSIONE de Il romanzo perduto di Dante (Dante Alighieri #1-#2) di Francesco Fioretti

Buona sera, bloggers e lettori! Come va? Dopo non aver superato il penultimo parziale della mia carriera universitaria, che rifarò comunque a giugno perché non ho intenzione di arrendermi a causa di esso, ho ripreso a scrivere a leggere. Vi auguro, come sempre, buona lettura!


RECENSIONE DE IL LIBRO SEGRETO DI DANTE
PREMESSA
Avevo voglia di leggere romanzi storici, per questo sono andata nella biblioteca del mio paese e ho scelto due libri. Il primo era questo. Dante è sempre stato un poeta che mi ha affascinato molto, ma non ho mai provato a leggere romanzi incentrati sulla sua figura di poeta e le vicende legate alla sua vita. Bene, ho iniziato a leggere questo romanzo che, a mio avviso, ha poco del romanzo. Mi è piaciuto abbastanza, ma mi ha lasciato molto perplessa perché più volte, durante la lettura, mi sembrava di leggere un saggio storico e non un romanzo.

TRAMA (da Goodreads)
Francesco Fioretti, basandosi sul poema più importante di tutti i tempi, costruisce ad arte due gialli storici che tengono il lettore con il fiato sospeso fino alla fine. Ne Il libro segreto di Dante, la figlia del poeta, suor Beatrice, un ex templare di nome Bernard e un medico, Giovanni da Lucca, nutrono l’atroce sospetto che la morte di Alighieri non sia stata provocata dalla malaria, bensì sia avvenuta per mano di qualcuno che desiderava nascondere un segreto. Iniziano così una doppia indagine: mentre cercano con fatica di decifrare un messaggio in codice lasciato da Dante su nove fogli di pergamena, si mettono sulle tracce dei suoi presunti assassini. Non sarà facile trovare la chiave del segreto occultato nella Commedia e scoprire chi voleva impedire che l’opera fosse terminata.

RECENSIONE
Onestamente non so da dove cominciare questa recensione, perché nonostante la tematica mi abbia affascinato, non sono completamente soddisfatta. Il punto focale del romanzo è Dante, il sommo poeta italiano che per primo scrisse in volgare per permettere anche alle persone appartenenti ai ceti più bassi di poter leggere quanto vi era scritto. Qui Dante è morto già da un bel pezzo e si è creata un'aurea mistica attorno alla sua figura, ci sono persone che iniziano a dire che il suo poema aveva previsto quanto sarebbe successo negli anni successivi, che era un pazzo, che si era inimicato la Chiesa e lo Stato ecc. Troviamo, come personaggi di contorno, l'ex templare Bernard, che dopo aver abbandonato l'Ordine va' a Firenze e scopre che Dante è morto. Allo stesso modo, nei primi capitoli, conosciamo subito Antonia, o suor Beatrice, figlia di Dante... una giovane donna che ha scelto di prendere i voti per non finire nelle mani di subdoli conti che volevano approfittarsi di lei oppure screditarla dopo la cacciata del padre da Firenze perché guelfo bianco. Insieme, Giovanni da Lucca, suor Beatrice e Bernard scopriranno che la Divina Commedia nasconde un segreto che conduce all'Arca dell'Alleanza di cui si narra nelle Sacre Scritture e questo fa supporre ai tre che Dante sia stato un Templare lui stesso o persino un Grande Maestro dei Templari. A fare da cornice al romanzo ci sono i personaggi "negativi" come Mone dei Bardi, che scopriremo non essere un cattivo a tutti gli effetti. Il contesto politico, sociale e artistico è sicuramente ben reso, ma più volte ho trovato la lettura pesante e fin troppo piena di termini latini che senza dubbio hanno servito allo scrittore per rendere l'atmosfera del tredicesimo secolo, ma che hanno appesantito il romanzo riempiendolo di termini fin troppo tecnici. 

Il motivo per cui ho dato 2 stelle e mezza a questo romanzo è perché a me sembra tutto, fuorché un romanzo. Come dicevo, in più punti mi è sembrato di leggere un saggio storico su Dante e sulle sue opere, mi è sembrato di essere all'università e di frequentare quel ciclo di incontri su Dante (a cui io però, l'anno scorso, non ho partecipato). E' indubbiamente bravo il professore Fioretti, si vede che ama il suo lavoro e lo apprezzo per questo; ma mi duole dire che questo testo mi è sembrato un grande e pesante saggio storico. Il finale ha alzato un po' la mia valutazione, ma neanche moltissimo perché credevo che questo grande mistero (su cui si basa il libro) venisse svelato invece è finito in un nulla di fatto. L'inizio è molto molto lento, i personaggi entrano poco in azione e il fatto che non venisse svelato il mistero su cui è basata l'intera trama del libro, mi ha fatto anche un po' arrabbiare. Questo libro non ha una trama forte a suo sostegno. Pensavo di trovarmi di fronte ad un libro in stile Dan Brown, invece non lo era. 

Vi saluto con una citazione tratta da questo libro che vi invito comunque a leggere, per confrontarci civilmente su di esso:
"Non importa, non c'è più tempo in guerra per la colpa e l'innocenza, ma ci vuole un bel coraggio adesso a battersi dalla parte sbagliata, perché se Dio ti abbandona, alla fine senti soltanto, in ogni fibra del corpo, la paura di morire: nient'altro che questo, una paura terrificante, insensata, che inali dall'aria insieme all'odore del fumo e ha ormai il sapore di una sentenza inappellabile."
(Bernard)

martedì 28 febbraio 2017

RECENSIONE de Non mentirmi di Sagara Lux

Buona sera, bloggers e lettori! Alle otto meno un quarto ho finito il nuovo romanzo di Sagara, una scrittrice che non finisce mai di stupirmi per la sua bravura e la sua capacità di coinvolgermi totalmente nella storia e nei personaggi. Vi auguro una buona lettura! :*

PREMESSA
Lo so, avrei dovuto leggere questo romanzo in occasione del Release Blitz ma non ho avuto il tempo materiale per farlo, vuoi a causa della preparazione dei miei ultimi esami, vuoi a causa della scrittura (o per meglio dire, riscrittura) del mio romanzo. Ho evitato come la peste gli spoiler di questo magnifico libro proprio perché sapevo che Sagara avrebbe fatto centro, creando un altro romanzo che non avrei mai dimenticato. E così è stato. Sagara Lux è una conferma. Sagara Lux è una delle mie scrittrici preferite proprio per questo: perché ti emoziona, ti rapisce con i suoi personaggi e tu sai che non riuscirai mai più a trovare un ragazzo proprio perché i personaggi maschili dei suoi libri hanno alzato tantissimo il livello delle tue aspettative sui ragazzi.

TRAMA (da Goodreads)
Nathan Blair nasconde un segreto.
A Miranda basta un semplice sguardo per percepire in lui qualcosa di affascinante e spaventoso al tempo stesso; qualcosa che l'attira al punto da farle mettere da parte la carriera di violinista e investire tutta se stessa nella ricerca della verità.

Miranda De Luca possiede un talento.
Il suono del suo violino riesce a penetrare le barriere della mente di Nathan. Risveglia le ombre del suo passato e riporta alla luce qualcosa che credeva di avere sepolto per sempre.

Miranda è la stella che brilla sul palcoscenico.
Nathan è il mostro che la osserva nell'ombra.
Uno dei due mente, l'altro vuole sc
oprire la verità.
È per questo che scendono a un patto pericoloso e sensuale, che li costringerà a rivelarsi per quello che sono e legherà per sempre le loro vite, i loro corpi... E i loro segreti.

LINK UTILI:
✦ Pagina Facebook: https://www.facebook.com/sagara.lux/
✦ Gruppo con Anticipazioni:https://www.facebook.com/groups/sagar...

RECENSIONE
Prima di iniziare questa recensione devo dirvi che "Non mentirmi" è stata una vera e propria montagna russa di emozioni: sono stata felice, eccitata (ho anche desiderato avere un uomo come Nathan Blair), triste, consapevole e alla fine ho attinto a tutta la mia determinazione per l'uomo che mi ha fatto perdere la testa. 
Potete considerarmi una #SagaraLuxAddicted perché solo i suoi romanzi mi fanno quest'effetto così coinvolgente e devastante allo stesso tempo. Preparatevi, perché questo romanzo vi lascerà senza fiato. 


Nathan Blair è il fratello "cattivo" di Dominic Blair, un uomo misterioso, affascinante, dal passato oscuro. Dominic appare l'opposto, ma anche lui nasconde un torbido segreto. Tutto comincia quando Miranda de Luca, un'eccellente violinista italiana trasferitasi a Parigi, inizia ad uscire con Dominic. Ma non appena veniamo a conoscenza che Miranda vorrebbe rompere con Dominic e sta cercando, da più di due settimane di farlo, scopriamo che lei incappa nell'ufficio dell'avvocato sbagliato e si incontra/sconta con Nathan. Tutti la avvertono, le dicono di stare alla larga da Nathan Blair, ma tra di loro c'è qualcosa di più del sesso che li lega, un legame che trascende la carne e lo spirito e che porta due persone a comprendersi senza parlare. Un legame così forte, che la spingerà a lasciare Dominic per Nathan. Man a mano che la storia prosegue, scopriamo piccoli pezzi del puzzle di quella che è la grande verità riguardante i due fratelli Blair, e scopriamo che la loro ostilità non deriva solo dal fatto di esser nati da due madri differenti, ma anche (e soprattutto) dall'essersi entrambi innamorati di una donna: Chantal Devereaux. Mi ha colpito molto come tutti gli amici di Miranda e anche il suo protettore (Non pensate male! Qui come protettore intendo mecenate) tentassero in tutti i modi di tenerla alla larga da Nathan. Soltanto più avanti Miranda avrà il quadro completo delle mezze verità che le sono state dette sia da Nathan che da Dominic. 

L'attrazione fatale che c'è tra Nathan e Miranda è tangibile, palpabile durante la lettura; grazie alla penna di Sagara siamo quasi in grado di percepire sulla nostra pelle la sensualità, l'attrazione e la ragione e i sentimenti che combattono l'uno contro l'altro nella mente e nel cuore dei personaggi. Miranda desidera che Nathan le si conceda interamente, che abbandoni ogni remora e le confidi ogni cosa; ma per arrivare alla confessione integrale i due dovranno affrontare delle enormi difficoltà. Ho amato Miranda, ma in certi momenti mi ricordava Max di 2 Broke Girls soltanto perché desiderava che Nathan la toccasse. In fondo la capisco, pure io avrei fatto così! Voglio dire, Nathan e Dominic sono come il giorno e la notte, se Nathan è biondo e muscoloso, Dominic è meno muscoloso e bruno ma entrambi hanno una carica erotica impressionante. In più di un'occasione ho desiderato che entrambi uscissero dal libro! 



Un personaggio ambiguo, ancora più oscuro della notte stessa e che proviene dal passato stesso di Nathan, funge da collegamento tra il passato che Nathan non riesce a lasciarsi alle spalle e una minaccia concreta per il suo futuro: Feng Zhou. 

Quest'uomo lo odierete:

Ma poi vi sentirete inevitabilmente attratti da lui, continuando a provare un misto amore/odio nei suoi confronti:

Un po' come quello che proverete per Dominic, vi sentirete attratti dalla sua aurea di magnetismo e potere; lo odierete e poi lo compatirete (giusto un pochino). Prima che Nathan entrasse in scena, io ero tipo così, mentre leggevo di Dominic Blair:

Il finale, di cui non vi dirò nulla, mi ha lasciato a bocca aperta, felice ed emozionata. Altre emozioni che non sono in grado di esprimere a parole le troverete nelle gif sottostanti:



Sagara Lux si conferma ancora una volta un'abile scrittrice, capace di tessere trame emozionanti e situazioni al cardiopalma che lasciano il lettore in uno stato di suspance di diversi tipi (quella erotica, è la prima che mi viene in mente). I personaggi sono descritti con cura, attenzione, la loro backstory non solo li rende più interessante ma influisce direttamente sulla situazione iniziale da cui è partito il romanzo; lo sviluppo psicologico dei personaggi, di cui conosciamo i pensieri attraverso il POV alternato di Miranda e Nathan, non solo è ben costruito, ma permette al lettore di entrare in empatia con i personaggi e di provare sulla propria pelle le emozioni e le sensazioni scaturite dai conflitti interni ai personaggi. Ho amato e ho trovato geniale l'idea di inserire nel romanzo le diverse tipologie di musica classica (andante, grave, rondò) come intermezzo per conoscere il passato di Nathan, Dominic e Chantal. Un altro elemento ben descritto è senza dubbio l'ambientazione, ricca e dettagliata, ma mai pesante. Io amo da morire i personaggi ben costruiti e quelli di Sagara non solo sono così, ma sono a mio avviso, alcuni dei personaggi meglio costruiti che abbia letto finora. 

"Non mentirmi" è un romanzo che vi farà dannare, vi farà sorridere e vi farà anche piangere; ma di una cosa sono certa, ovvero che vi andrà sotto pelle, che vi sconvolgerà e metterà in dubbio le vostre certezze. Siete davvero sicuri di conoscere le persone che vi circondano? Come fate ad essere sicuri che non mentano? A cosa crederete? Cinque stelline super meritate. 

Vi saluto con una citazione tratta da questo romanzo che vi consiglio, un romanzo che vi saprà emozionare e saprà toccare le corde del vostro cuore, un po' come Miranda fa nel romanzo con il suo amato violino:
"La felicità è un sentimento pericoloso.
Una volta che l'hai  provata, diventa difficile accettare di perderla. Tentare di riconquistarla, invece, è un po' come cercare di fermare il tempo.
Impossibile."
(Nathan Blair)

xoxo,
Giada

mercoledì 22 febbraio 2017

RECENSIONE NEGATIVA? NO, GRAZIE!

Buona sera a tutti, lettori. Come il post precedente, questo è un post straordinario che serve per mettere in evidenza una situazione che mi sono ritrovata a vivere per più di due mesi a causa della recensione Claustrofobia di Zoe Blac (la prima). Non sono nemmeno più arrabbiata, sono solo delusa, molto delusa dal comportamento di certi lettrici nei miei confronti. Mai, in due anni e mezzo di blogging mi sono ritrovata ad affrontare una situazione del genere. Vi giuro, sto male da morire a scrivere tutto ciò ma non posso continuare a recensire libri per voi senza che voi sappiate cosa mi sono ritrovata a vivere.



Tre mesi fa sono stata contatta dalla suddetta scrittrice, che mi ha pregato di recensire il suo romanzo e io, visto che morivo dalla curiosità di leggerlo e che i teaser mi ispiravano, ho accettato. E' passata qualche settimana, il libro è stato messo in promo gratuita e io l'ho preso. Ci sono stati gli esami in mezzo e non ho potuto leggerlo subito. A fine gennaio, in uno stacco tra un esame e l'altro, ho deciso di leggerlo. Zoe mi ha chiesto di aggiornare il file e di contattare Amazon Support per avere la nuova versione. L'ho fatto. L'ho letto tutto il romanzo, le mie amiche possono testimoniare quanto sia stato difficile per me proseguire la lettura. Ma l'ho finito. Quindi la mia recensione non è stata fatta sulla base di una lettura parziale del testo, ma sulla base di un testo letto interamente. Credetemi, leggere un libro pieno di errori grammaticali e sintattici non è stato per niente facile, ma l'ho fatto perché io quando recensisco leggo un libro per intero. Dopo la pubblicazione della prima recensione di Claustrofobia, sono stata attaccata dalle fan di questo romanzo e dalla stessa autrice indirettamente su bacheche di Facebook altrui e commenti diretti a me da questa autrice. La mia prima intenzione non era di fare nomi, ma dopo l'ultimo insulto alla mia recensione ho deciso di metterli. Voglio che sappiate ogni cosa.





Chiedo scusa alle persone non coinvolte i cui nomi compaiono in questi screenshots, purtroppo non sono riuscita ad oscurarli, spero che non vi dia fastidio e se ve lo da', provvederò a tentare di trovare un modo di oscurarli.

Questo è stato il backlash della mia recensione negativa. Sinceramente non me l'aspettavo, visto che l'autrice sembrava propensa ad accettare critiche costruttive. A quanto pare la mia recensione non lo era per il solo fatto che ho detto quello che penso.



In seguito a questa shitstorm nucleare, ho pubblicato un post su Facebook. E lo dico anche qui.
Non cercatemi se cercate una recensione lecchina che elogi il vostro romanzo a prescindere. Non cercatemi se siete in cerca di una persona che vi dica solo quanto è bello il vostro romanzo e vi faccia mille moine. No. Io non sono così. Dopo l'ultimo attacco di questa sera, dove mi veniva detto che la mia recensione era vergognosa e che dovevo imparare l'umiltà, voglio solo dire una cosa: prima di criticare me, solo perché ho espresso il mio parere non positivo su un libro osannato sottolineando le carenze grammaticali e sintattiche, pensate a voi. Pensate ai libri che leggete. Non è il primo erotico che leggo e sicuramente non è il primo romanzo che tratta questi temi. Se mi conoscete lo sapete, se mi seguite lo sapete. Ciò che non sopporto è che mi attacchiate dovunque tranne che qui, perché non venite sotto questo post a farlo? Vi ho invitato nella prima recensione a palesarvi, haters, invece avete tramato nell'ombra credendo che io non lo sapessi insultandomi. Voglio che sia chiara una cosa: io non starò zitta. Se un libro è bello lo dico, se un libro presenta dei difetti di forma lo dico. Non sono un critico letterario, lo so bene e sono la prima a dirlo, ma attaccarmi in questo modo mi dimostra solo quanto infantili voi siate. Venite a dirmene quattro in chat. Insultatemi in chat. Venite nella mia bacheca o nel mio blog a insultarmi, ma ditemelo in faccia.

Dunque, io l'anno scorso ho pubblicato una traduzione di un romanzo brasiliano, e tra le recensioni che ho letto, un utente mi diceva che la mia traduzione era pessima. Ho sollevato tutto questo polverone? No. E perché non l'ho fatto? Perché quella recensione negativa mi ha aiutata a crescere, se non l'avessi letta probabilmente ora non saprei cosa c'è che non va e cosa devo sistemare. Voi non lo sapete, ma io ringrazio ogni giorno quell'utente Amazon, perché mi ha aiutato ed è grazie a lui che rivedrò la mia traduzione. Certo,  all'inizio ci sono rimasta male, ma poi ho incassato e sono andata avanti. Non l'ho attaccato. Non l'ho insultato. Gli ho detto "Grazie" nella mia bacheca di Facebook perché lui non sa che grande favore mi ha fatto.

Avrei dovuto dire subito a prescindere che la mia recensione sarebbe stata positiva solo perché il libro è osannato? Davvero, vi sembra una cosa giusta cercare di farmi tacere solo perché esprimo la mia opinione? Anche io sono fan di moltissime scrittrici, ma non ho mai reagito in questo modo e questo mi spaventa per svariati motivi, il primo del quale è sicuramente quello che ho detto ad una mia amica raccontando queste disavventure: l'italiano medio non guarda più alla forma del romanzo ma si accontenta solo del contenuto, senza fare caso a moltissimi errori sintattici e grammaticali che sono presenti in esso. Secondo, non è che io faccio sta cosa solo con i self, se un romanzo ha errori, sia che sia edito da CE o che sia self, io dico cosa non va. Non faccio distinzioni di tipo. Se un romanzo, per quanto bello, presenta questi errori il mio voto non potrà essere positivo. E non perché mi credo superiore o che so altro, ma perché trovo ingiusto dover stare zitta quando una cosa presenta errori obiettivi, che trascendono la soggettività come il contenuto di un romanzo, che può piacere o meno.

Spero che sia finita una buona volta questa storia, perché sono davvero molto stufa e ho cose molto più urgenti a cui pensare che non scaramucce di questo tipo. Io sono onesta, lo sono sempre stata e lo sarò sempre. Chi mi contatta sa fin dall'inizio che non è garantita una recensione positiva, e che se riceverà una recensione negativa sarà ben argomentata come le due riguardanti questo romanzo.

xoxo,
Giada

RECENSIONE *INTEGRALE* di Claustrofobia di Zoe Blac

Buona sera, bloggers e lettori! Il post che sto per fare scatenerà sicuramente moltissimi flames tra i fan di questo romanzo, ma siccome non ero soddisfatta della prima versione della recensione, ho deciso di integrare tutto ciò che volevo dire qui.  Voglio solo che sappiate che questa è un'occasione straordinaria, che mai più farò un post simile e che questo deve considerarsi per ciò che è: una edizione straordinaria e allungata della precedente recensione.


PREMESSA
Questo non è un attacco, sia ben chiaro. Non ero soddisfatta della prima versione della recensione e sono qui solo per specificare meglio quanto ho detto in quella precedente. Troverete maggiori informazioni nel post successivo, dove dovrò spiegare una volta per tutte una cosa molto importante. Inoltre, voglio che sappiate che è stata l'autrice in questione a chiedermi, più di tre mesi fa di recensire il suo romanzo e che ha insistito perché contattassi Amazon Support per farmi dare la versione aggiornata del romanzo. Io ho letto tutto il romanzo aggiornato e rivisto. Sapete che quando faccio una recensione, sono sempre onesta e lo sarò fino in fondo come sempre. No, non è un post distruttivo come gli haters staranno pensando e mi ricordo ancora molto bene il romanzo - dato che ho una buona memoria. Bene, penso di aver detto tutto ciò che volevo dirvi. Buona ri-lettura!

TRAMA (da Goodreads)
Chi è Elettra, chi si nasconde dietro le vesti succinte di Fraise e chi può dire quale volto abbia la ladra Scarlett?... Tre donne diverse che vivono nello stesso corpo, un corpo fatto per il peccato. Ambientato in una Roma grigia e piovosa, si snoda la storia di un agente dei Nocs, impegnato in una personale struggente battaglia, che lo vede combattere e proteggere la stessa donna. Violenza, passione, mistero ed erotismo, questi gli ingredienti di una storia che nasce in una notte, diversa da tutte le altre, in un luogo nascosto, buio, angusto e claustrofobico.
Questo romanzo è adatto solo ad un pubblico adulto, con un elevata capacità di discernimento ed una spiccata propensione per le storie non banali. Vi sono descritti, con un lessico esplicito, rapporti carnali, anche non consensuali e atti di efferata violenza. 
Claustrofobia è un racconto erotico noir, graffiante ed eccessivo, tratta di un opera di fantasia e come tale va interpretata. Ambientato in una Roma moderna, piovosa e sporca, dove un fatale imprevisto, unirà due anime perse, al loro inimmaginabile destino. Nel romanzo vi sono descritti con un lessico esplicito, rapporti carnali, anche non consensuali e atti di efferata violenza. Se ne consiglia la lettura, solo ad un pubblico adulto, con un elevata capacità di discernimento ed una spiccata preferenza per le storie non banali.

RECENSIONE
Il romanzo ruota attorno alla bellissima Elettra Mantovani, una donna dai mille volti che di giorno è una giovane ragazza che si prende cura della sua nonna e che è nota ai NOCS per avere contatti con la mafia russa, e che di notte diventa la scaltra ladra Scarlett e la donna di facili costumi Fraise. Bello, direte voi. E lo pensavo anche io. Una notte Scarlett sta per mettere a punto un colpo per il suo capo Kieslowskj, quando si imbatte nell'agente Lucas, che usa un metodo alquanto inusuale per calmare l'attacco di claustrofobia della donna. Allora, come ho detto nella recensione precedente, il contenuto sarebbe stato quasi perfetto ma non ho specificato i motivi del QUASI, quindi eccoli: trovo quasi assurdo che la protagonista sia una specie di Elena di Troia in grado di far perdere la testa ad ogni uomo che incontra e di fargli fare tutto ciò che vuole, va bene che siamo in un romanzo erotico/noir/thriller ma insomma!, una cosa che mi ha infastidito molto nella lettura del romanzo è stato senza dubbio l'atteggiamento di Elena e il suo considerarsi come una donna che "ce l'ha d'oro", if you know what I mean. Ancora una volta, non so se sia una prassi comune per l'autrice; ma in tutti i romanzi erotici che ho letto finora nessuna protagonista si comportava così. Un altra cosa che personalmente non ho tollerato il gesto inconsulto di Lucas di buttarle nel water le pillole per farla rimanere incinta di proposito e quindi costringerla a qualcosa che nemmeno lei voleva, all'inizio. Alcuni mi diranno che nei romanzi dark succedono cose peggiori, va bene, ma sono romanzi dark e quindi per me è comprensibile questo è un cavolo di erotico e un gesto del genere per me è imperdonabile per un personaggio, specie se dice di amare la protagonista. Non è un romanzo dark. Ci tengo a sottolineare anche che il mito greco a cui fa riferimento il nome di Elettra non è propriamente quello che viene descritto nel romanzo, ma ben altro, ecco quindi la pagina di Wikipedia su Elettra.

Ci sono moltissime cose che hanno fatto abbassare drasticamente il mio voto e se avete un po' di tempo, ve le segnalerò. Una cosa che non posso dire di aver apprezzato, è il continuo uso di questi elementi: difronte, infondo e affondo che stanno per di fronte, in fondo e a fondo. Mi spiego meglio, infondo non viene usato come verbo infondere, ma come aggettivo "in fondo", affondo a volte viene usato per definire la stoccata, ma la maggior parte delle volte vuol dire "a fondo". Il nome delle ville non è sempre corretto e per dire ciò, vi posso assicurare che ho cercato in lungo e in largo le ville nominate nel romanzo. La villa più nominata, Villa Pamphili, viene più volte scritta nel romanzo come "Villa panphili". Direte che cerco il pelo nell'uovo, ma vi assicuro che non è così: la villa in questione è Villa Pamphili e non Panphili. Un altro elemento che ha creato grande confusione, almeno a me, è stato il nome dell'amico di Elettra, Francois... sinceramente non ho capito se dovevo pronunciarlo alla francese "François" o "Francois" com'era scritto. I termini stranieri sono per lo più delle volte scorretti, defaiance (défaillance), chaise long (chaise longue), ciborg (cyborg), abate jour (abat-jour), Muay Thay (dalle mie ricerche si dice "muay thai"), tranche (trance, che ritorna poi corretto più avanti) e non ve lo dico perché mi piace fare la maestrina, ma perché ho cercato questi termini e il loro significato. Vi sono locuzioni verbali che, secondo me, non sono corrette, come: cedere la sua anima all'inferno (io ho sempre sentito dire che "si vende l'anima al diavolo" o altro, ma questo termine l'ho cercato dovunque e non è comparso), dirigersi a freccia verso qualcosa (anche questo, cercato dovunque non mi ha dato alcun risultato), impastare il seno (secondo le mie ricerche, "impastare il seno" significa usare prodotti cosmetici per ingrandire il seno), fissare con ammenda (l'ammenda è la pena pecuniaria prevista per le contravvenzioni o il riconoscimento di un errore, quindi credo non si possa usare come locuzione). L'uso di alcuni aggettivi è stato per me un vero e proprio mistero, come: "(...) stabilì artico" (che io ho inteso come glaciale, ma questo "artico" non mi ha suonato molto bene), " (...) la sua pelle aveva un sapore che mi stordiva, era fiele per la mia esistenza" (fiele significa astio, livore o veleno, vi linko il lemma della Treccani: fiele) e "Tuttavia, nonostante le abili velleità di quei due seduttori incalliti, non mi preoccupai più di tanto per Elettra" (velleità). L'uso del termine falangi per intendere dita della mano, questo è uno dei termini ricorrenti nel romanzo, ma il termine scientifico è stato veramente cacofonico per me, anche perché mi ha fatto pensare alle ossa della mano e non alle dita della mano: falange. L'uso delle virgole che spezzano la frase e impongono pause non necessarie, vi porto solo due esempi: "Lucas mi sistemò meglio sulle sue cosce, mi scostò i capelli dal viso, poi con un gesto inatteso e repentino, trasformò quell'uragano di sensazioni inespresse, in uno scambio lascivo e interminabile di sangue, saliva e lingue.", "La lusinga di quel profondo contatto, mi fece vacillare, sentii il sapore deciso della vita, invadermi di colpo e farmi sua. Incapace di rimanere soffocato, un gemito di entusiasmo mi sfuggì dal petto, ed egli aumentò il ritmo del suo assalto.". Il genere sbagliato di articoli indefiniti maschili e femminili, ma anche aggettivi qualificativi sbagliati: un occhiata, "l'impulso primario a fare di tutti per salvarmi e tornare alla mia vita, del quale lei ormai, faceva indubbiamente parte." (la vita), "un maledetto stronzo che mi aveva causato solo un interminabile serie di sfighe" (serie). L'uso continuo degli stessi aggettivi per descrivere il fisico, il culo, gli occhi dei protagonisti hanno reso il romanzo davvero noioso, cioè alla sesta volta avevo capito che gli occhi di Lucas erano due zaffiri e che Elettra aveva un culo bellissimo che lo faceva venire duro a tutti gli uomini. La totale assenza dei tre puntini di sospensione, per tutto il romanzo si legge sempre e solo con i due puntini di sospensione. L'uso delle maiuscole dopo i due punti, linko la Treccani: due punti. La formattazione del testo non aiuta il lettore a capire chi parla, mettere tutto il dialogo su una o due righe non aiuta il lettore a capire chi sono i personaggi che parlano. Il cognome del comandante che cambia improvvisamente, vi spiego: fino al 50% ero convinta che il comandante della polizia fosse Bosi (così ci viene detto nel testo), poi diventa Lolli, poi torna Bosi, ridiventa Lolli e alla fine ci viene detto che il comandante Bosi e Lolli sono due persone distinte. Questa cosa mi ha lasciato davvero molto confusa.

Ci sono delle incongruenze in quattro scene di sesso: tre al 40 e 50% e una al 70%. In queste scene, si passava da una descrizione di sesso anale a vaginale e viceversa, per esempio lui la scopava nel culo e poi improvvisamente quel culo diventava il suo "nido pulsante". 

Spero di essere stata sufficientemente chiara. Inoltre, mi ha dato molto fastidio che le fan non siano venute a commentare qui ma su Facebook e Goodreads, perché avrei voluto davvero parlare con loro. Chiacchierare civilmente. A questo punto credo che non accadrà mai. Fate quello che volete di questa recensione, flammate quanto vi pare ma non potete obbligare le persone a pensarla come voi solo perché un romanzo è molto amato dal pubblico. Nelle recensioni che ho letto su Amazon si dice che ci sono solo romanzi ortografici, non sono solo errori ortografici ci sono errori grammaticali e sintattici che non posso non dire e non trovo giusto che voi, i fan, vogliate farmi tacere solo perché voi amate questo romanzo. A me non è piaciuto. Vi ho argomentato la mia decisione di dare una stella. Se voi non siete in grado di vedere gli errori che ho visto io e che era impossibile non notare, non trovo giusto che insistiate nel dirmi che sono io quella che dovrebbe imparare l'umiltà... Spiegatemi, per voi essere umili vuol dire che una cosa mi piace anche quando non mi piace? Dare più importanza al contenuto che non alla forma? Se davvero mi conoscete e conoscete il mio blog, sapete che io do molta importanza a entrambe, e se la forma è estremamente zoppicante non potrò sicuramente dare un voto positivo.

xoxo,
Giada

RECENSIONE di Warm Bodies di Isaac Marion

Buona sera, bloggers e lettori! Finalmente, dopo molte peripezie, sono riuscita a finire di leggere "Warm Bodies" di Isaac Marion, un romanzo che mi ha colpit molto e che presenta delle caratteristiche che, secondo me, vanno ben al di là del semplice romanzo distopico YA. Le motivazioni? Le troverete nella mia recensione scorrendo questo post. Buona lettura!

PREMESSA
Avevo visto il film tratto da questo romanzo nel lontano 2012 e ricordo perfino che l'amica con cui ero andata si era addormentata guardandolo xD Tuttavia ho un ricordo chiaro nella mia mente: non solo avevo adorato il film, non sapevo nemmeno che fosse stato tratto da un libro! Questo è un libro molto profondo e filosofico che trascende il genere in cui è stato inserito, il dispotico YA, però tante volte mi sono posta delle domande che il romanzo non è riuscito a risolvere nello spazio delle sue duecentosessanta pagine.

TRAMA (dalla quarta di copertina)
LA VITA PUO' DIVENTARE MOLTO COMPLICATA SE SEI UNO ZOMBIE.
R è uno zombie in piena crisi esistenziale. Cammina per un'America distrutta dalla guerra, segnata dal caos e dalla fame dissennata dei morti viventi. R, però, è ancora capace di desiderare, non gli bastano solo cervelli da mangiare e sangue da bere. Non ha ricordi né identità, non gli batte più il cuore e non sente il sapere dei cibi, la sua capacità di comunicare col mondo è ridotta a poche, stentate sillabe, eppure dentro di lui sopravvive un intero universo di emozioni. Un universo pieno di meraviglia e nostalgia. Un giorno, dopo aver divorato il cervello di un ragazzo, R compie una scelta inaspettata: intreccia una strana ma dolce relazione con la ragazza della sua vittima, Julie. Un evento mai accaduto prima, che sovverte le regole e va contro ogni logica. Vuole respirare, vuole vivere di nuovo, e Julie vuole aiutarlo. Il loro mondo però, grigio e in decomposizione, non cambierà senza prima uno contro durissimo con...
Divertente, dark, forte di una scrittura acuminata e intelligente, Warm Bodies esplora cosa accade quando il freddo cuore di uno zombie viene tentato dal calore umano.

RECENSIONE
R è uno zombie che vaga senza meta nell'aeroporto di una città sconosciuta dell'America, si sente in colpa per aver ucciso tante persone e per averle fatte a pezzi, vorrebbe cambiare le cose ma non sa come fare. Vive come un automa il cui cervello vuoto non funziona più come prima, perché non riesce a fare frasi si senso compiuto e il massimo che riesce a fare è mettere insieme cinque o sei sillabe. Ma quando la squadra di Perry Kelvin, fidanzato di Julie Cabernet "Grigio" (O è il contrario? Non l'ho ancora capito!) viene ucciso proprio da R, le cose dentro di lui iniziano a cambiare drasticamente. Se dapprima conosciamo solo il mondo interiore di R, che sebbene sia morto e grigio, presenta una ricchezza e una acutezza di pensiero incredibili, al pari di un moderno filosofo; man a mano che procede la lettura veniamo catapultati nel mondo esterno, in un'America che cerca di sopravvivere sulle macerie delle guerre, della fame e della piaga (come il padre di Julie ha definito gli zombie). Un continuo gioco tra l'interno e l'esterno che ci permette non solo di conoscere meglio l'ambiente e le persone che circondano R, ma anche di sapere, almeno in parte, cos'è successo a quell'America che noi oggi conosciamo e che rappresenta per molti la patria dell'American Dream, della terra in cui si possono realizzare tutti i propri sogni.

Sapevamo che era tutto sbagliato. Sapevamo che ci stavamo riducendo a qualcosa a cui non riuscivamo a dare un nome, e a volte piangevamo al ricordo di giorni migliori, ma non vedevamo più una scelta. Stavamo facendo del nostro meglio per sopravvivere. Le equazioni alla radice del problema erano complesse, ed eravamo troppo stanchi per risolverle. (Le voci nella testa di R, rimasugli delle esistenze di cui si è cibato)

Grazie alla vicinanza di Julie, R comincia a cambiare, comincia a non desiderare più di uccidere le persone, di mangiare il loro cervello e di bere il loro sangue. R comincia a riumanizzarsi grazie alla vicinanza e alla pazienza di Julie. I personaggi di contorno, di cui si sa poco o nulla inizialmente e il cui passato viene parzialmente svelato passo dopo passo, costituiscono elementi molto interessanti che permettono di comprendere meglio le scelte a cui sono arrivati gli uomini di questo futuro distopico per salvarsi e preservare la specie umana. Al fianco di Julie ci sono il generale Grigio (il padre di Julie), Nora Greene (migliore amica di Julie), Rosy Rosso (vice di Grigio) e Perry Kelvin (ragazzo di Julie che è stato ucciso da R). Ho amato la profondità dei pensieri di R, ci mostra che anche ciò che crediamo sia morto in realtà non solo non lo è, ma è anche in grado di pensare e di provare dei sentimenti. R sente la mancanza della vita che gli è stata strappata via brutalmente e cerca di aiutare come può. Perry Kelvin invece, sapeva che la sua ora sarebbe arrivata e si è sempre chiesto, fino a poco prima della sua morte, per quale motivo si vive. Perry era già morto anche quando era un personaggio vivo, solo che non lo era ancora effettivamente. Julie invece insegue una speranza che suo padre vuole spegnere, proprio perché dopo la sparizione di sua madre, per lui è insensato sforzarsi cercando di vivere una vita normale: bisogna sopravvivere e uccidere la piaga. Julie in questo romanzo rappresenta la speranza personificata, l'ultima luce di speranza alla fine di un mondo che ha perso tutto e cerca di raccattare i cocci della propria vita buttati su un pavimento di macerie.


Che è rimasto di noi?, geme il fantasma, svanendo di nuovo tra le ombre del mio subconscio. Nessun paese, nessuna cultura, nessuna guerra e nemmeno nessuna pace. Qual è allora la nostra essenza? Che co'è che che continua ad agitarsi nelle nostre ossa quando tutto il resto è stato strappato via?
(Le voci nella testa di R)

Warm Bodies è più di un romanzo, è la metafora di una condizione umana logorata dall'odio, dalla gelosia e dalla cattiveria che trova la sua espressione ultima negli zombie. Warm Bodies insegna che anche quando sembra tutto finito, la speranza può ancora darti la forza di combattere per il bello che c'è nel mondo, anche se è difficile da vedere.

Ho dato quattro stelle a questo romanzo principalmente per due motivi:
Il primo è senza dubbio l'assenza di una spiegazione logica che spieghi al lettore il motivo per cui solo parte dell'umanità è stata tramutata in zombie e l'altra no. Ho sentito davvero molto la mancanza di questo elemento, perché sentivo che mancava un tassello importante per comprendere appieno il romanzo. Non so se sia stata intenzione dello scrittore tacere questo aspetto, ma per me è stato in parte penalizzante perché ho vissuto tutto il periodo di lettura chiedendomi perché l'umanità aveva trasformato parte degli abitanti della terra in zombie e l'altra metà no.
Il secondo elemento è dovuto agli errori ortografici presenti nella mia edizione nel romanzo, ho trovato svariate incongruenze tra elementi di genere e numero femminili che non corrispondevano e tanti altri elementi maschili che non avevano il corrispondente singolare o plurale.

Per gran parte della lettura pensavo che avrei dato tre stelle a questo romanzo, ma le ultime venti pagine mi hanno fatto cambiare idea. Forse, a farmela cambiare è stata la metafora insita nelle pagine di quest'ultimo che mi ha fatto capire che questo, magari non è il romanzo del secolo o un capolavoro di romanzo, ma merita come lettura perché è molto più di un semplice romanzo sugli zombie. Ho amato molto anche gli intervalli in corsivo dati dalle reminiscenze delle persone uccise da R e un elemento di totale originalità sono senza dubbio gli Ossuti, esseri che hanno perso ogni contatto con la loro umanità e la possibilità quindi di tornare ad essere umani - io però avrei voluto che lo scrittore mi dicesse come e perché sono diventati Ossuti quegli zombi o se sono sempre stati così e quindi la presenza nell'America distopica che fa da sfondo al libro li aveva solo fatti vivere in incognito o nelle fogne della città che questi decidessero di vivere nell'aeroporto dove R ha il suo 747.

Vi saluto con una citazione tratta da questo bellissimo romanzo che vi consiglio, se state cercando un romanzo distopico YA che non parli sempre delle stesse cose e che sia originale:
"(...) E' troppo tardi per me? Posso sfuggire dalle fauci fameliche del cielo che minaccia di ingoiarmi? Voglio un nuovo passato, nuovi ricordi, una nuova prima volta con l'amore. Voglio ricominciare, in ogni modo possibile."
(R)

xoxo,
Giada

martedì 31 gennaio 2017

RECENSIONE di Claustrofobia di Zoe Blac

Buona sera, bloggers e lettori! Questa sera vi recensirò un romanzo molto amato dal pubblico e che io, purtroppo, non posso dire di aver amato, "Claustrofobia" di Zoe Blac.


PREMESSA
Questo romanzo mi aveva attirato sin dall'inizio, i teaser mi incuriosivano, i personaggi sembravano due bombe (in senso buono!) e io speravo davvero mi piacesse. Lo speravo. Ho fatto del mio meglio perché ciò accadesse, ma purtroppo non sono riuscita a farmelo piacere. Perché? Lo troverete scritto in modo dettagliato nella recensione. Se ci sono hater, che si palesino. Non ho pausa di dire la mia opinione. Sapete come sono e come ho sempre agito, sia nei confronti di libri pubblicati da CE che libri pubblicati in modo indipendente. Sappiate che non sono nuova a storie che hanno come tema la violenza o che abbiano come tema la mafia, io adoro questo genere di romanzi ma sono molto pignola perché ormai ho capito che, quando si tratta di questo genere di romanzi, ormai ho uno standard molto alto (i miei riferimenti sono autrici come Chiara Cilli, Marilena Barbagallo e Sagara Lux).
Buona lettura.

TRAMA (da Goodreads)
Chi è Elettra, chi si nasconde dietro le vesti succinte di Fraise e chi può dire quale volto abbia la ladra Scarlett?... Tre donne diverse che vivono nello stesso corpo, un corpo fatto per il peccato. Ambientato in una Roma grigia e piovosa, si snoda la storia di un agente dei Nocs, impegnato in una personale struggente battaglia, che lo vede combattere e proteggere la stessa donna. Violenza, passione, mistero ed erotismo, questi gli ingredienti di una storia che nasce in una notte, diversa da tutte le altre, in un luogo nascosto, buio, angusto e claustrofobico.
Questo romanzo è adatto solo ad un pubblico adulto, con un elevata capacità di discernimento ed una spiccata propensione per le storie non banali. Vi sono descritti, con un lessico esplicito, rapporti carnali, anche non consensuali e atti di efferata violenza.
Claustrofobia è un racconto erotico noir, graffiante ed eccessivo, tratta di un opera di fantasia e come tale va interpretata. Ambientato in una Roma moderna, piovosa e sporca, dove un fatale imprevisto, unirà due anime perse, al loro inimmaginabile destino. Nel romanzo vi sono descritti con un lessico esplicito, rapporti carnali, anche non consensuali e atti di efferata violenza. Se ne consiglia la lettura, solo ad un pubblico adulto, con un elevata capacità di discernimento ed una spiccata preferenza per le storie non banali.

RECENSIONE
Oh mio Dio, da dove comincio? "Claustrofobia" è un romanzo erotico noir che parla di Elettra Mantovani, una giovane venticinquenne di Roma che ha un passato difficile, ha perso i suoi genitori quand'era appena nata e da quel momento, ha deciso di lordare la sua vita nel modo peggiore che ha trovato: diventare una escort e una ladra. Sì, perché Elettra non è solo Elettra ma è anche Fraise, escort di lusso ai servizi di Ivan Nicolajev, un pappone russo e Scarlett, una bellissima ladra che riesce a mettere a segno colpi ai danni di ricchi uomini.
Lucas Munroe è un agente al servizio dei NOCS, una squadra di polizia speciale, il cui obbiettivo è quello di stanare il pericoloso criminale russo Kieslowskj e fermare il traffico di armi in Siria. In un intercapedine, le loro vite si incontreranno e scontreranno e una passione carnale travolgerà entrambi, che si ritroveranno a fare i conti sia con il loro passato che con la dura realtà che sembra dividerli ogni volta. Ottime premesse, ho pensato. Ha tutte le carte in regola per essere il romanzo erotico perfetto. 

Tuttavia, mi si spezza il cuore nel dirvi che ci sono parecchie cose che hanno fatto abbassare drasticamente il mio voto e se avete un po' di tempo, ve le segnalerò. Una cosa che non posso dire di aver apprezzato, è il continuo uso di questi elementi: difronte, infondo e affondo che stanno per di fronte, in fondo e a fondo. Mi spiego meglio, infondo non viene usato come verbo infondere, ma come aggettivo "in fondo", affondo a volte viene usato per definire la stoccata, ma la maggior parte delle volte vuol dire "a fondo". Il nome delle ville non è sempre corretto e per dire ciò, vi posso assicurare che ho cercato in lungo e in largo le ville nominate nel romanzo. La villa più nominata, Villa Pamphili, viene più volte scritta nel romanzo come "Villa panphili". Direte che cerco il pelo nell'uovo, ma vi assicuro che non è così: la villa in questione è Villa Pamphili e non Panphili. Un altro elemento che ha creato grande confusione, almeno a me, è stato il nome dell'amico di Elettra, Francois... sinceramente non ho capito se dovevo pronunciarlo alla francese "François" o "Francois" com'era scritto. I termini stranieri sono per lo più delle volte scorretti, defaiance (défaillance), chaise long (chaise longue), ciborg (cyborg), abate jour (abat-jour), Muay Thay (dalle mie ricerche si dice "muay thai"), tranche (trance, che ritorna poi corretto più avanti) e non ve lo dico perché mi piace fare la maestrina, ma perché ho cercato questi termini e il loro significato. Vi sono locuzioni verbali che, secondo me, non sono corrette, come: cedere la sua anima all'inferno (io ho sempre sentito dire che "si vende l'anima al diavolo" o altro, ma questo termine l'ho cercato dovunque e non è comparso), dirigersi a freccia verso qualcosa (anche questo, cercato dovunque non mi ha dato alcun risultato), impastare il seno (secondo le mie ricerche, "impastare il seno" significa usare prodotti cosmetici per ingrandire il seno), fissare con ammenda (l'ammenda è la pena pecuniaria prevista per le contravvenzioni o il riconoscimento di un errore, quindi credo non si possa usare come locuzione). L'uso di alcuni aggettivi è stato per me un vero e proprio mistero, come: "(...) stabilì artico" (che io ho inteso come glaciale, ma questo "artico" non mi ha suonato molto bene), " (...) la sua pelle aveva un sapore che mi stordiva, era fiele per la mia esistenza" (fiele significa astio, livore o veleno, vi linko il lemma della Treccani: fiele) e "Tuttavia, nonostante le abili velleità di quei due seduttori incalliti, non mi preoccupai più di tanto per Elettra" (velleità). L'uso del termine falangi per intendere dita della mano, questo è uno dei termini ricorrenti nel romanzo, ma il termine scientifico è stato veramente cacofonico per me, anche perché mi ha fatto pensare alle ossa della mano e non alle dita della mano: falange. L'uso delle virgole che spezzano la frase e impongono pause non necessarie, vi porto solo due esempi: "Lucas mi sistemò meglio sulle sue cosce, mi scostò i capelli dal viso, poi con un gesto inatteso e repentino, trasformò quell'uragano di sensazioni inespresse, in uno scambio lascivo e interminabile di sangue, saliva e lingue.", "La lusinga di quel profondo contatto, mi fece vacillare, sentii il sapore deciso della vita, invadermi di colpo e farmi sua. Incapace di rimanere soffocato, un gemito di entusiasmo mi sfuggì dal petto, ed egli aumentò il ritmo del suo assalto.". Il genere sbagliato di articoli indefiniti maschili e femminili, ma anche aggettivi qualificativi sbagliati: un occhiata, "l'impulso primario a fare di tutti per salvarmi e tornare alla mia vita, del quale lei ormai, faceva indubbiamente parte." (la vita), "un maledetto stronzo che mi aveva causato solo un interminabile serie di sfighe" (serie). L'uso continuo degli stessi aggettivi per descrivere il fisico, il culo, gli occhi dei protagonisti hanno reso il romanzo davvero noioso, cioè alla sesta volta avevo capito che gli occhi di Lucas erano due zaffiri e che Elettra aveva un culo bellissimo che lo faceva venire duro a tutti gli uomini. La totale assenza dei tre puntini di sospensione, per tutto il romanzo si legge sempre e solo con i due puntini di sospensione. L'uso delle maiuscole dopo i due punti, linko la Treccani: due punti. La formattazione del testo non aiuta il lettore a capire chi parla, mettere tutto il dialogo su una o due righe non aiuta il lettore a capire chi sono i personaggi che parlano. Il cognome del comandante che cambia improvvisamente, vi spiego: fino al 50% ero convinta che il comandante della polizia fosse Bosi (così ci viene detto nel testo), poi diventa Lolli, poi torna Bosi, ridiventa Lolli e alla fine ci viene detto che il comandante Bosi e Lolli sono due persone distinte. Questa cosa mi ha lasciato davvero molto confusa. 

Il contenuto del romanzo, a mio avviso, sarebbe stato quasi perfetto se non avessi trovato delle incongruenze in quattro scene di sesso: tre al 40 e 50% e una al 70%. In queste scene, si passava da una descrizione di sesso anale a vaginale e viceversa, per esempio lui la scopava nel culo e poi improvvisamente quel culo diventava il suo "nido pulsante". 

Mi dispiace molto aver dato una stella al romanzo, ma secondo me quest'ultimo necessita di una revisione e di un editing completo. La storia aveva indubbiamente del potenziale, sarebbe stata la storia erotica emozionante perfetta se non avessi riscontrato tutte queste incongruenze. Io mi offro per fare la Beta Reader di qualsiasi scrittore voglia non solo la mia opinione sul romanzo, ma anche sulla struttura del romanzo stesso. 

Vi saluto con una citazione tratta da questo libro che vi invito a leggere, così ci potremo confrontare in modo civile sull'argomento in questo post:
"Sono una donna pragmatica, che in genere riesce a leggere molto bene le persone, ma non m'interessa scomodarmi per chiunque. Chi non ha nulla per me, non rappresenta nemmeno un briciolo del mio tempo!"
(Elettra Mantovani)

xoxo,
Giada
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